La sposa di sale di Sigalit Landau

Un vestito bianco, lucente e interamente ricoperto di sale è l’opera dell’artista israeliana Sigalit Landau Salt Bride, divenuta virale sul web per la sua bellezza estetica e per la sua forte carica poetica, nonché per la curiosa tecnica con cui è stata realizzata. L’artista non ha fatto altro che immergere un abito nero nelle acque del Mar Morto, ottenendo un risultato sorprendente e suggestivo: cristallizzandosi, il sale ha trasformato il vestito in una vera e propria scultura. Da funereo simbolo di morte e di follia (si tratta infatti di una replica del costume della protagonista dell’opera teatrale Dybbuk, una giovane posseduta dallo spirito del suo defunto amante), il vestito ha subito una metamorfosi, assumendo le sembianze di un candido abito da sposa, simbolo di purezza, di vita e di speranza.

Il forte senso di rinascita e purificazione di cui questo processo è intriso risulta in contrasto con il luogo in cui è stato realizzato, il Mar Morto, luogo sterile per natura, mortifero per la sua posizione di confine tra popoli in conflitto, e vittima di azioni sconsiderate dell’uomo che ne minacciano l’esistenza stessa. Landau sembra voler riabilitare questo luogo, volergli conferire un’accezione positiva nella memoria personale e collettiva. Nonostante il suo nome e quello che per molti simboleggia, il luogo, in questo caso, si presenta vitale e quasi magico, in grado di trasformare addirittura un semplice oggetto in un’opera d’arte.

Non solo lo spazio è protagonista e in un certo senso autore di quest’opera, anche il tempo assume un ruolo fondamentale. Insieme alle acque del mare, infatti, è stato il tempo, con il suo trascorrere, a realizzare l’opera (come è evidente nelle fotografie subacquee che mostrano le varie fasi della trasformazione). L’artista si è limitata ad innescare il processo, poi concluso in maniera autonoma dalla natura. Il risultato di tale operazione, sorprendente nella sua bellezza, perfetto nonostante il suo essersi sviluppato in maniera casuale e incontrollabile come tutte le cose create dalla natura, sembra dire, prendendo in prestito una celebre frase di Voltaire: “Gli uomini discutono, la natura agisce”.

 

 

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