L’arte del Futuro

Il Futurismo in chiave mitico-allegorica dà vita a una concezione dell’arte come attività separata dal flusso della vita, avente il merito di aver capito che i mezzi di comunicazione sono linfa vitale per la cultura.

Il futurismo, che ambisce a essere un’avanguardia di massa con ampia visibilità, introduce nel mondo l’arte dell’agitazione politica. La stessa struttura del movimento ricalca quella d’un partito, con un leader e una direzione costituita dai principali artisti del gruppo.

La ricerca della popolarità spinge i futuristi oltre i soliti circuiti dei salotti culturali verso strade di comunicazione alternative: dall’autoproduzione editoriale all’uso di diffondere i manifesti attraverso l’agile e veloce strumento del volantino, fino a concepire un’arte teatrale del tutto originale in cui gli artisti si producono con strumenti della provocazione e dello scandalo. Vere e proprie battaglie esplodono nei teatri delle grandi e piccole città, travolti dal ciclone delle tournée, il cui scopo è di attirare l’attenzione per rastrellare un maggior numero di simpatizzanti.

Il circolo futurista costituisce un divertimento assicurato per ogni classe sociale: dai borghesi, aristocratici, studenti, fino agli operai. Si guarda con attenzione alle forme creative destinate al vasto pubblico, come il teatro o il circo, vedendovi una fonte d’ispirazione proprio per il carattere di libertà e vitalità che esse contengono.

L’equivoco, il bisticcio, sono un modo spontaneo per mettere in discussione il significato della realtà stessa. La risata, l’umorismo, costituiscono l’ingrediente indispensabile nel manifesto futurista, che contribuisce a ribaltare atteggiamenti e costumi imposti dalle consuetudini.

Il Futurismo così inaugura una forma di polemica che sarà ereditata dalle successive avanguardie. Una minaccia accesa contro il culto del passato e la tirannia delle accademie che opprimono la letteratura contemporanea. Una sorta di veglia funebre attorno al cadavere del passato culturale da cui l’autore intende distaccarsi, dando l’addio a una concezione dell’arte come attività separata dal flusso della vita.

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