L’arte di smuovere l’anima

Sempre più spesso ci si imbatte nelle sue scritte, nelle sue opere che danno vita a quei muri spogli. Il più delle volte si incontrano nelle strade a scorrimento veloce, nelle scuole o vicino ai monumenti simbolo delle maggiori città. Spunti, riflessioni, emozioni, speranza, positività; sono tante le emozioni che questo tipo di street art trasmette. Autore di queste opere è lui: Manu Invisible.

Nato a Cagliari, la sua identità è un mistero. Sono poche le persone che possono dire di averlo visto all’opera, poiché il più delle volte lavora la notte. Maschera sul viso, quasi a voler separare la vita da artista da quella privata.Oggi abbiamo il piacere di intervistarlo e conoscere un po’ meglio quello che la sua maschera nera cela.

Cosa ti ha spinto a fare arte?
«Inizialmente pura passione, poi sacrificio, tempo ed esperienza. È diventato poi un lavoro, faticoso come qualsiasi lavoro.»

Le tue opere sono rivolte ad un pubblico ben preciso?
«Le mie opere toccano i più deboli, ma anche i più forti che hanno un briciolo di debolezza. Essendo ubicate in strade a scorrimento veloce vengono viste da chiunque, dal camionista al bambino che si affaccia dal finestrino e questo per me è un’immensa gratificazione, significa che la mia arte comunica a uno spettro molto ampio di persone ed è quello che mi interessa maggiormente.»

C’è un legame tra le tue opere e il luogo in cui sei nato?
«La Sardegna, la mia terra natia, è tutt’ora un legame molto forte; sono molto fiero di esserne la figura di riferimento nel mondo.»

Gli domando e chiedo se nella vita avesse potuto fare altro se non l’artista.
«Assolutamente no! Ho sempre voluto fare arte, l’ho sempre pensato molto testardamente, anche quando attorno avevo solo persone che dicevano fosse una cosa impossibile.»

Hai una tua opera personale preferita? In quale città si trova?
«Ne ho molte, le esperienze internazionali: Francia, Londra, Bratislava, sono state esperienze e di conseguenza opere di cui ho un legame molto forte.»

Ritroviamo la tua arte in varie città, ma c’è una particolare città cui vorresti lasciare la tua firma?
«Vorrei e probabilmente ci riuscirò nel 2019: Africa, America ed Australia.»

C’è un messaggio che vuoi trasmettere con le tue opere?
«Le opere che realizzo partono tutte da parole positive, quelle che non lo sono mandano sempre dei messaggi costruttivi e positivi, sopratutto per la società e i più giovani. In una società dove i valori sono solo un lontano miraggio.»

Immediatezza, fruibilità e colori: questa è la street art. Arte del vivere quotidiano che abbraccia tutte le età.

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