L’arte e il disincanto: l’ibrido reazionario Claire Fontaine

Una donna, o forse un uomo. Un’entità in continuo divenire che si cela sotto ogni aspetto materiale della quotidianità o, forse, un’evanescente figura rivoluzionaria, attraversa passo dopo passo il contemporaneo, pretende delle risposte, docile e in costante attesa di una provocatoria realtà. Claire Fontaine è tutto questo o forse niente. È una presenza irriverente e dispotica che osserva da lontano i cambiamenti del presente. Non importa la sua identità, ciò che ne costituisce le giuste premesse è una solida e matura poetica di base che affonda le sue radici nell’idea che tutta l’arte costituisca una sorta di “ready-made”. Ecco chi è Claire Fontaine, una donna nelle sembianze di un’alterazione di un oggetto nella forma duchampiana che s’interpone tra noi e l’arte dell’ultimo secolo.

Claire Fontaine è la rappresentazione in “persona” del disagio, la raffigurazione veritiera di una condizione umana che mai, quanto oggi, è in bilico e costantemente sotto minaccia. Si tratta della condizione della donna unitamente a quella dello straniero, maledetto, insopportabile e scomodo. Attraverso la sua battaglia, Claire Fontaine impone un grido che frantuma in mille pezzi la certezza di esistere. Ogni materiale che si tratti di neon, pittura, installazione o video diventa il mezzo per un’indagine approfondita dell’impotenza politica e la pressante crisi identitaria, in un gioco d’ironia e disincanto che permette agli spettatori di interporre un dialogo silenzioso e addomesticato o, a volte, una provocatoria reazione di protesta.

Claire Fontaine è, a partire da se stessa, una questione di riciclaggio, di rielaborazione di principi esistenti e reinterpretati, proposti in chiavi differenti, incastrati in una de-soggettivazione paradossale ed emancipata. Concettualmente illogiche, le opere proposte dal collettivo artistico Claire Fontaine sono caratterizzate da una pressante ambiguità che mettono in moto dei contrasti, pervasi dall’aurea in cui le opere vengono proposte, pensate e invitate a respirare.

La profonda attenzione per l’idea d’identità in un mondo in continuo movimento e in labile bilico verso il baratro, pulsa in ogni prodotto di Claire Fontaine. La pluralità di soggetti da addizionare e la paura dettata dalla crisi dell’essere, fanno della produzione artistica del collettivo la loro punta di diamante, proponendo una riflessione profonda, attenta e minuziosa dell’essere che si scaglia addosso e, difficilmente, ti abbandona.

Claire Fontaine è tutto e niente, ti respira addosso consumando la quotidianità e ti chiede in ginocchio di aprire gli occhi e la bocca e assorbire, nel modo più umano, la disincantata provocazione in religiosa attesa di un cambiamento.

 

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