L’arte attraverso uno smartphone

La tecnologia è al servizio dell’arte, spaziando dalla pittura alla scultura, dal disegno fino alle performance che ruotano intorno agli obiettivi degli smartphone. Gli effetti che la comunicazione produce sul corpo sono appena percettibili dall’esperienza individuale.

Il fatto di condividere queste immagini istantaneamente sui social media, rende quest’azione artistica una metafora del mondo in cui produciamo e riferiamo agli altri, ma prima di tutto a noi stessi l’arte attraverso uno smartphone. La tecnologia, una realtà che oltre a essere viva e virtuale, ruota intorno alle installazioni multimediali. Attraverso un semplice telefonino ci sembra di spiare, invadendo la privacy con l’occhio che osserva.

Ogni superficie rivela, di là del linguaggio usato, uno schema che permette di osservare il mondo, o meglio le diverse immagini tra loro correlate in un perpetuo flusso, come in una realtà virtuale. Così tutte le nostre azioni e tutto ciò che accade nei nostri smarphone, ci permettano di salvare tutte le modifiche che desideriamo.

Le immagini risentano dell’influenza del web, dipinte sulla stoffa del telefonino, aprendo una riflessione sull’opera d’arte, concepita tra la collaborazione del lavoro degli artisti e la tecnologia. Gli occhi diventano nuovi strumenti di riproduzione delle immagini, quindi anche strumenti di condivisione tra l’artista e lo spettatore.

Mostrando immagini in movimento, accompagnate sia dal sonoro, sia dalle immagini statiche, si alternano sullo schermo grazie al movimento rapido di un click. Mentre le rappresentazioni scorrono sulla pupilla degli occhi, la palpebra si apre e si chiude velocemente, fino a creare regolari intervalli o piccoli black out, fino a produrre un ritmo cadenzante, come se fosse una proiezione di una diapositiva.

Il modo in un cui guardiamo queste immagini ricorda l’atto di spiare attraverso un tele obiettivo che non è altro che il nostro occhio, che le osserva per primo. Un occhio che essendo stato ingigantito, ci appare come una presenza aliena, come un obiettivo fotografico, che mette a fuoco le cose con movimenti di solito impercettibili.

 

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