Le installazioni “impossibili” di Paola Pivi, tra utopia e assurdo

Nella visione utopica dell’arte, l’assurdo si unisce spesso a un sentimento ancestrale di visioni che inducono il dubbio della percezione del reale. Paola Pivi, classe ‘71, ha definito questa concezione di valore artistico attraverso una produzione fatta da mezzi differenti, stimolata da un’urgente riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura circostante.

Animali in mezzo al mare, orsi dai colori sgargianti, gigantesche scale multi cromatiche, scatti fotografici privi di un ritocco digitale, accompagnano l’itinerante produzione artistica e visiva dell’artista che con il suo spirito nomade ha ridefinito il concetto di “impossibile”.

Quelle realizzate da Pivi sono installazioni che mirano a un’improbabilità di successo, una sfida che attraversa trasversalmente tutta la sua produzione e che è il motore portante di un intento che mira a ridefinire l’oggetto, astraendolo, mutandolo e dandogli nuovi significati. Le opere, che virano verso una linea duchampiana, sembrano assumere i connotati d’immagini mentali e visioni fantastiche, precedute da una componente puramente ludica. L’uso della performance permette all’artista di interagire, manipolare e giocare attivamente con la realtà. Spesso la performance sconfina nel video, annullando qualsiasi tipo di suddivisione pratica e spiazzando il fruitore che si ritrova così senza alcuna certezza e si domanda dove sia il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

Paola Pivi riflette su tematiche politiche e ambientali attraverso l’ironia, il non-sense e l’assurdo. Le sue costruzioni si caratterizzano anche per dimensioni molto grandi che permettono ai suoi personaggi di interagire con lo spazio circostante e, contemporaneamente, ridefinirne lo status statico e primordiale a favore di una visione nuova e ribelle. L’artista rivisita e giustappone elementi allo stesso tempo familiari e archetipi in un mondo iconografico utopico. Questi elementi si rivelano attraverso una luce onirica e surreale che permette al fruitore non solo di esserne spiazzato, ma anche di ritrovarsi di fronte ad aspetti del reale, parte della vita quotidiana, analizzati da un punto di vista lontano e vagabondo.

Paola Pivi crea immagini mentali che sotto forma di narrazione disorientano e, allo stesso tempo, invadono lo spazio e la relazione con il fruitore, attraverso un’aurea poetica e suggestiva. Grazie al suo lavoro, Pivi riporta l’attenzione su una dimensione ludica dell’arte che anche usufruendo di elementi visibilmente fantastici, ha la capacità di raccontare la potenza di un’interazione contingente che si fonda sull’idea che non esistono limiti formali, ma anzi l’impossibile, a volte, può diventare possibile.

 

 

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