L’espressionismo cerebrale di Marlene Dumas

L’arte contemporanea è autoreferenziale solo all’apparenza, poiché, spesso, ci parla di società, gusto, moda, politica, diritti sociali e civili. Marlene Dumas, attraverso la figura umana, ci mostra i drammi sociali, personali e politici che si nascondono al di là dell’anatomia.

L’artista sudafricana distrugge l’en plein air lavorando quasi unicamente grazie ai media: usando foto, reportage, video etc. come mezzo per esaltare la carica sensuale, drammatica, erotica e tellurica della figura umana.

La nudità primordiale che emerge dalle sue opere sono un trionfo del corpo fine a se stesso, ma non per questo i suoi lavori sono scevri di retorica intellettuale.

La Dumas rende plumbei gli sfondi cangianti alla Macke e rielabora l’espressività secca di Nolde per ritrarre l’uomo nella sua accezione elementare e sottolineare una volta di più la verità nel corpo nudo.

Tale epifania primigenia richiama gli istinti primari dell’uomo, che torna alla sua dimensione naturale, anti-metafisica, ma non per questo meno nobile, anzi, semplicemente più idonea alla Terra.

Attraverso un confronto dialogico di socratica memoria, a lei caro soprattutto nell’insegnamento che porta avanti, ella instaura un colloquio ideale con le proprie opere, devastando il concetto escatologico – che proprio Socrate partorì per primo – e riconsegnando il corpo umano, con la sua carica espressiva figlia dell’intelletto, alla sua dimensione equilibrata: né animale, né dio.

Una volta Marlene Dumas disse che «Gesù è la la figura più erotica nell’arte», soprattutto per quanto concerne le scene raffiguranti la crocefissione. Più avanti chiarì che non volesse intendere, ovviamente, che si eccitasse vedendo persone morte, piuttosto che nella storia della pittura egli è stato la figura principale, «l’uomo nudo che lotta tra la spiritualità e la fisicità».

«I’m worry about what they think of me and I get even more worried about they think, I think of them. And then I lose the freedom of the amoral touch which for me is a prerequisite for making a good painting». Marlene Dumas

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