L’essere in movimento di Nico Vascellari

Chi è Nico Vascellari? Per chi non mastica quotidianamente il fervido e trepidante mondo dell’arte performativa italiana questa domanda potrebbe sembrare più che legittima. Ma per chi l’arte contemporanea, specialmente italiana, è pane quotidiano non può non prescindere da una conoscenza e un amore sconfinato per Nico Vascellari. Artista, musicista e “principe” indiscusso della performatività, scelto ed eletto dalla madre di ogni performance, Marina Abramovich.

Continuamente tesa tra la presenza del corpo e il suono in tutte le sue infinite forme d’esistere, l’arte di Nico Vascellari si distingue per un’attenzione minuziosa e costante verso l’idea di mutamento, cambiamento, dove l’essere in movimento diventa il pretesto per una riflessione profondamente connessa al corpo e alla sua capacità di essere nel mondo.

L’opera non è mai statica, mutua e cresce continuamente, si trasforma in un impeto di vita e si rigenera acquisendo forza da ciò che la circonda. L’idea del cambiamento si lega a un’idea di corpo inteso più come oggettualità che pura e semplice fisicità. Il suono, allo stesso modo, è sia suono interno e, quindi, sempre diverso, che sonorità di tutto ciò che ci circonda e che determina a volte il nostro cambiamento. Il suono scelto da Vascellari è un suono intimo, ma anche pieno, forte e a tratti oscuro. I suoni noise, punk e hardcore, che fanno parte del bacino musicale di Vascellari musicista, diventano il pretesto per un gioco di scambi illogico e inquietante. L’opera è presente nel qui ed ora, esasperata dalla presenza attiva e costante dei suoni e dei corpi inermi, immobili, di chi decide in maniera coraggiosa di prendere parte all’azione che l’artista costruisce.

Il pubblico diventa la vera cassa di risonanza dell’intera performance che richiede disperatamente uno spettatore attivo. I suoni diventano così quasi dei simboli d’incitamento verso un’azione da cui scaturiscono memorie, paure, sentimenti. I suoni profondi delle performance di Nico Vascellari istigano al comportamento dinamico. Muoversi in continuazione è ciò che chiede l’artista, mai fermarsi e anzi rinnovarsi continuamente attraverso gli aspetti del creato come la natura o attraverso la tecnologia dei suoni. Ritrovare la gestualità, la performatività attraverso l’irrefrenabile necessità di camminare e di spostarsi, è il fine ultimo dell’operato artistico di Vascellari. Non esiste un tutto definito e immobile, esiste solo il cambiamento fisico, mentale che determina un’opera impura, distorta, a tratti fastidiosa, ma pur sempre irriverentemente unica.

 

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