Lina Condes. Extraterrestrial Odyssey

CondesArt in collaborazione con PDG Arte Communications presenta Extraterrestrial Odyssey di Lina Condes a cura di Paolo De Grandis, Tamara Li, Magdalena Gabriel.

Lina Condes è una pioniera nell’utilizzo della tecnologia, dell’architettura e delle biologia applicata alla pratica artistica. Ha ideato iSculpture una serie di opere concepite e sviluppate sfruttando i recenti studi tecnologici e multimediali. Ed è proprio dalla iSculpture che la sua ricerca si è sviluppata di recente per dar forma a composizioni in cui la tecnologia e l’architettura non sono solo il medium; le installazioni, i disegni, le immagini animate, le proiezioni interagiscono e si cortocircuitano per creare un processo espressivo di interazione con il pubblico. Da questa pratica nascono installazioni potenti in grado di tradurre stati d’animo, sensazioni, emozioni, riflessioni che portano lo spettatore verso l’animo dell’autore.

La tecnologia, il cui etimo porta con sé lo stretto intreccio del rapporto con l’arte, ha influenzato da sempre la creazione artistica stabilendo le possibilità di espressione degli artisti e determinando anche il passaggio a funzioni diverse dell’arte cambiandone le modalità di fruizione. Ed è proprio così che nelle opere di Lina Condes si libera un’immagine, un simbolo, un frame attraverso quella combinazione di tecnologie che permettono un viaggio verso scoperte importanti. Il messaggio diventa comprensibile attraverso il nuovo mezzo espressivo che ne indaga il significato e lo riporta su un piano di comprensione “altro” dove l’architettura entra in gioco proprio per la sua necessaria percorrenza al suo esterno e al suo interno. Essendo il linguaggio dell’architettura basato sulla forma e sulla composizione, sulla scelta degli elementi e sull’articolazione degli spazi, tale incursione nell’opera di Lina Condes diviene un ponte tra la creatività e la ricerca tecnologica.

In occasione di questo nuovo progetto a Venezia, Lina Condes espone Sphinx, una iSculpture emblematica, interattiva, fusione iconografica di un occhio attivato su un corpo stilizzato. Ed è proprio il simbolo dell’occhio che, riportandoci in quel territorio legato a miti antichi, evoca nella sua accezione positiva la luce, la conoscenza, l’espressione e la forza spirituale.

L’occhio come interfaccia tra il mondo esterno e quello interno. Qui sensore unico in grado di percepire il mondo e le sue contraddizioni, elemento disturbante. L’occhio come organismo vivente che in sé riunisce e palesa, somatizzandole, le contraddizioni dell’esistenza e che si fa veicolo di pulsioni e sentimenti.

Fino al 26 Novembre 2017

VENEZIA

LUOGO: Palazzo Pisani – Conservatorio Benedetto Marcello

CURATORI: Paolo De Grandis, Tamara Li, Magdalena Gabriel

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