L’inadeguatezza del linguaggio. Xiaoyi Chen

La galleria Matèria è lieta di annunciare la prima personale in Italia di Xiaoyi Chen, giovane artista cinese, vincitrice nel 2014 del LCC / Photofusion Prize e nel 2015 del più prestigioso premio di fotografia in Cina: Three Shadows Photography Award.
La mostra, dal titolo The Inadequacy of Language, sarà inaugurata il prossimo 5 maggio, alle ore 19.00, e presenterà al pubblico la serie fotografica ‘Koan’, edita nel libro omonimo da PJB Editions, affiancata da una selezione di immagini tratte dal suo lavoro più recente ‘An Infinitesimal Wink’.

Nelle immagini di Chen, fortemente influenzate dalla filosofia e dall’estetica orientale, così come dai processi di astrazione pittorica occidentale, la fotografia è lo strumento utilizzato per esplorare un’estetica priva di connotati specifici, tutta orientata all’introspezione, all’intuizione e alla consapevolezza spirituale.

Koan è un’esplorazione fotografica dell’universo pre-verbale, che attraverso la semplificazione e l’astrazione cerca di raggiungere le forme più basiche di esistenza nell’universo, come insegnano le filosofie Orientali Tao e Zen. Nel buddismo Zen, infatti, Koan è una storia o un enigma, uno strumento della pratica meditativa, utilizzato per raggiungere uno stato di riflessione spontanea, libera dalla pianificazione e dal pensiero analitico, capace di risvegliare una profonda consapevolezza. Il Koan enfatizza l’inadeguatezza delle parole e il primato dell’intuizione sulla ragione e la logica.

Sempre sul filo conduttore della relazione estetica con l’immaginario dell’universo, si colloca ‘An Infinitesimal Wink’, una raccolta di immagini in cui la percezione realistica viene sovvertita e i concetti di micro e macro perdono il loro rapporto ordinario con la dimensione oggettiva di ciò che osserviamo. In un singolo granello di polvere si può racchiudere un universo illimitato.

Anche l’aspetto tecnico del lavoro di Chen è frutto di una ricercata combinazione che affianca la stampa fotografica a metodologie sperimentali. Le delicate fotoincisioni e le stampe monocromatiche su raffinate carte giapponesi sono lo strumento di semplificazione e astrazione dell’immagine, che conferisce a questo lavoro il suo tono poetico e visionario.

Fino al 7 Giugno 2016

link: Materia Gallery

dal martedì al sabato: 11.00 – 19.00
ingresso libero

via Tiburtina 149, Roma

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