L’Iperrealismo di Duane Hanson

La seconda metà del XX secolo ha visto una proliferazione di opere d’arte astratta, opere che non presentavano traccia di figurativismo e prive di forme codificate possibili da ricollegare a una tradizione accademica. All’interno di questo ampio panorama artistico nasce, nei primi anni ’60, negli Stati Uniti, l’Iperrealismo, una tendenza artistica attraverso la quale si cerca di ripristinare una sorta di realismo accademico.

Genio indiscusso dell’Iperrealismo è lo statunitense Duane Hanson, creatore di sculture a grandezza naturale realizzate con fibre di vetro e resine sintetiche, ma anche bronzo come nel caso dell’opera Uomo su motofalciatrice (1995), opere nelle quali l’artista è stato capace di attribuire una precisa caratterizzazione psicologica. I temi presi in considerazione da Hanson appartengono al mondo della Pop Art, ove in rilievo viene messa la banalità della vita domestica, senza tralasciare la presa in esame dei luoghi del consumismo, come i supermercati, e delle attività di massa.

Il pubblico statunitense può riconoscersi nelle opere di Hanson, osservare le sculture di questo artista è come vedere la massa dei consumatori americani, di fronte ad esse si prova un senso di inquietudine in quanto sembra di riconoscere il goffo inquilino della porta accanto. Quando ci si trova davanti a una delle sculture di Hanson si ha la convinzione di trovarsi di fronte a un vero essere umano, questa è la sensazione che si prova, ad esempio, davanti alla celebre Housewife (1970), rappresentante una donna trasandata e scomposta in un momento di relax. Piccoli dettagli, quali il cerotto alla caviglia e i lividi presenti sulle braccia e sulle gambe, sono un ulteriore motivo che spinge l’osservatore a dubitare sul fatto di trovarsi di fronte a una scultura e non a un umano in carne e ossa, il realismo è impressionante ma in virtù di tale precisione l’opera non potrà mai essere scambiata per un semplice manichino da colui che è intento ad ammirarla.

Duane Hanson ha unito in un perfetto connubio l’arte e la tecnica. L’unica pecca? Non potrà mai donare la vita alle proprie sculture umane, l’artista può solo plasmare, la vita invece viene donata sempre dal Creatore.

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