Lo zaino di Francesco Clemente

 

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Lo zaino è un oggetto che può richiamare tante cose nella nostra mente: dalla scuola ai viaggi, dalla pressione dei compiti a casa alle giornate al mare, dalla tensione per l’esame alla libertà di una gita in montagna. Insomma, per un verso o per l’altro, lo zaino è uno degli oggetti più significativi della nostra vita.

In quest’opera del 2012 intitolata The Backpacker, Francesco Clemente ci propone l’ipotesi di uno zaino come simbolo dell’omologazione, dove delle figure senza volto camminano svogliatamente a capo chino.

Non hanno una meta, avanzano e basta seguendo la massa.

Anche contro la forza di gravità, come se la loro noncuranza avesse cancellato persino le leggi della fisica, ricordandoci un po’ la famosa storiella del calabrone che non potrebbe volare per la sua struttura, ma lo fa ugualmente poiché ignorante.

E’ facile vedere in quelle figure l’allegoria dei giovani d’oggi, avviati in un percorso di omologazione che compiranno per inerzia, dalla scuola primaria all’università. Studiano e viaggiano come automi, senza mai capire fino in fondo quello che fanno.

Clemente sembra lanciare un monito alla nuova generazione: lo zaino non deve essere un fardello da portare mentre si viene trascinati in un’esistenza alienante, createvi una vostra personalità e reagite agli impulsi della vita. Siate padroni di voi stessi e saprete trasformare il vostro zaino in un compagno di viaggio.