Maria Lai. Lente sul mondo

Lo scorso 21 dicembre è stata inaugurata a Ulassai, presso il Museo La Stazione dell’Arte, la mostra Maria Lai. Lente sul mondo, che chiude le celebrazioni per il centenario della nascita dell’artista.

L’infinito è il filo conduttore della mostra, tema che appare evidente fin dalla prima opera presente nell’esposizione, La notte dei mondi scuciti, una geografia costituita da un semplice filo bianco su uno sfondo nero, nella quale è ancora presente l’ago, lasciato proprio dall’artista. Questa geografia rappresenta il nostro pianeta assieme all’uomo che lo abita, ma è anche la rappresentazione della realtà immaginata dall’uomo. Siamo soli nell’Universo? Esistono altri mondi? Maria Lai, come è possibile ammirare nella parte sinistra dell’opera, offre al pubblico la sua visione del mondo, ovvero la possibile esistenza di altri mondi, un microcosmo all’interno di un macrocosmo, un Universo dalle infinite possibilità.

Microcosmo e macrocosmo, infinito e ritorno alle origini sono le tematiche presenti nelle opere che accompagnano il pubblico lungo l’esposizione. La seria La rupe offre un richiamo ai celebri tacchi di Ulassai, paese natio di Maria Lai, un microcosmo dal quale l’artista trae il proprio linguaggio artistico come se fosse una poesia. Osservando meglio le due opere che compongono La rupe è chiaro che sono state inserite all’interno di un “gioco artistico” composto da carte strappate, che richiama ancora una volta il paesaggio sul quale si erge Ulassai, dunque i tacchi, ma osservando meglio il diramarsi delle linee è evidente che queste stanno a significare il non finito dell’opera e la possibilità di volgere lo sguardo lontano. All’interno di questa composizione è possibile tra l’altro ammirare l’opera di Maria che ha dato il titolo alla mostra, Lente sul mondo, che raccoglie il microcosmo ma allo stesso tempo, oltre la lente, si genera l’infinito, un groviglio di ordine e caos.

L’esposizione si chiude con la serie dei Presepi realizzati dall’artista. Si tratta di opere realizzate con vari materiali, che ancora una volta pongono di fronte al pubblico non solo la straordinaria dote creativa posseduta da Maria Lai, ma anche e soprattutto il carattere deciso e di controtendenza dell’artista, che realizza dei presepi in un momento in cui l’arte aveva abbandonato la tradizione, tipica dell’arte dei secoli passati, di rappresentare la Natività. Anche qui ritorna il tema dell’infinito, perché infinite sono le sue creazioni, in quanto è sempre possibile aggiungere qualcosa all’opera. Un esempio è il Presepe in terracotta smaltata e legno del 1950 poi ripreso nel 2002. L’opera, nella sua prima fase, era composta solamente da uno sfondo roccioso con una capretta, animale al quale Maria si paragonava per la ricerca della libertà, ma nel 2002 l’artista pose mano nuovamente all’opera aggiungendovi la Natività.

«Vorrei che l’arte fosse per tutti un Presepio da comporre coi propri personaggi, i propri pianti, i propri santi, i propri canti». Maria Lai

Fino al 22/03/2020

Ulassai

Stazione dell’Arte

Orari: lunedì – domenica 9:30 – 19:30 Visite guidate: 9:30; 11:00; 13:00; 14:30; 16:00; 18:00 Apertura straordinaria: 24/26/31 dicembre 2019 1° e 6 gennaio 2020 Chiuso: 25 dicembre 2019

 

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