Marko Tadić. Imagine a Moving Image

Nella visione di Tadić il mondo, ormai reduce dell’utopia modernista e socialista, si manifesta allo stadio miniaturizzato. Non si tratta tanto di un mondo fatto di cose, quanto delle macchine che le hanno mostrate o attraverso le quali ci sono apparse: il cinema, il museo, il display, la cartolina, ecc. Maquette espositive, piccoli schermi di proiezione, attrezzature sceniche e video-animazioni sono soltanto alcuni dei micro-dispositivi messi in campo nel lavoro di Tadić. È come se tutti gli elementi di questa visibilità organizzata e istituzionalizzata, una volta usciti dalla Storia, fossero restituiti a uno stadio d’innocenza originaria. Ormai ci stanno accanto come docili arnesi e utensili quotidiani, senza sapere se registrino una perdita (quali testimoni del disincanto) oppure se siano pronti a rimettersi in gioco quali soggetti di un nuovo mistero (di un nuovo incanto). Il rapporto tra immagini statiche e animate è il tema di una serie di collage e di disegni che esamina vari aspetti delle procedure cinematografiche. Accumulation of the images from below (2013/2014) rivisita i resti del patrimonio del modernismo, in particolare quello socialista in Jugoslavia; il punto di vista adottato non è accademico né storico o teorico, ed è privo di qualsiasi nostalgia feticista. Valutando il passato come una “terra straniera”, questa serie (e la relativa opera Table of Contents (2015/2016) che impiega display espositivi e modelli più piccoli) ripercorre la storia della condizione modernista locale. Tadić ne decostruisce e ricostruisce il vocabolario da un punto di vista formalista, utilizzandolo come base di ricerca per una nuova genesi. Tali opere sono create in primo luogo attraverso elementi visivi che giocano con i resti di idee costruttiviste e universaliste in materia di abitazione, progettazione, scienza e vita quotidiana, e sono legate in particolare ai modi di esporre. Questo è visibile nelle gallerie “tascabili”, ovvero proiezioni di strutture o modelli di visualizzazione in cui i frammenti del modernismo socialista sono presentati come opere d’arte.marko tadic

Fino al 15 Giugno 2016

LAURA BULIAN Gallery

via Piranesi 10, 20137 Milano

Dal lunedì al venerdì, 15.00 — 19.00

Ingresso libero

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*