Mastro. Pelle

Le opere di Mastro sono l’enucleazione di potenti metafore intimiste e talvolta violente. Sono tele in torsione, tese in senso incavo o convesso e riportano il fruitore all’idea della pelle che per associazione  si collega alle asperità e alle depressioni insite appunto nelle opere stesse.

I suoi lavori artistici, che ama definire “Architele” sono l’espressione creativa nell’arte visiva di quei tormenti tipici del vivere umano. La pelle/tela è così estrinsecata in modo esplicito che sembra voglia gridare metaforicamente, rivendicare il suo status quo, cioè l’esserci dal passato ma con un sottile equilibrio tra l’oggetto rappresentante – la tela – e quello rappresentato in senso antropomorfo – la pelle appunto – .

Il tormento e la sofferenza sono quindi fortemente presenti nella poetica di Mastro e si palesano cromaticamente sotto forma di bianchi e neri, che ci riportano alle luci e alle ombre, dove l’angolo illuminato dalla luce e la prospettiva sul manufatto artistico danno diverse visioni dell’oggetto; diversi punti di vista.

Tutto è ambiguo, volutamente ripercorre le pulsioni umane, un viaggio nel proprio e nell’altrui intimo, spesso contaminato da disagi esistenziali che evocano nell’osservatore momenti suggestivi di vita propria. Brandelli di esistenze si affacciano dall’opera d’arte che a sprazzi echeggia lacerti di rossi, quasi a volerci rammemorare sofferenza, amore, passione, rabbia.

Interessante è la metafora della vita  che è insita in modo del tutto originale nelle opere d’arte di Mastro: sottolinea la mutevolezza delle cose; nulla è solo bianco o nero dunque ma cangiante in base all’inclinazione e all’intensità della luce. L’equilibrio tra luci e ombre fa da padrone in tutta la mostra.

Gli oggetti sferici che emergono o rientrano dai supporti sono dunque  la mimesi della variabilità della realtà oggettiva grazie al riflesso ivi contenuto.

Degno di nota è sicuramente il collegamento sottaciuto volutamente ma evidente ai miei occhi relativo alla body-art, dove le mutazioni del corpo, le perforazioni, i piercing sono esempi palesi di arte che domanda sangue e sofferenza al fine di esprimersi concettualmente e talvolta velatamente nelle opere di Mastro.

Molti titoli, spesso creati in modo del tutto spontaneo, ci restituiscono i significanti ed i significati di noti testi di canzoni rock che secondo parallelismi surreali e inconsci sono evocativi dei contenuti itineranti in tutta la mostra.

 

 

Dal 24 Gennaio 2018 al 06 Febbraio 2018

Milano

Luogo: Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO13

Curatori: Massimiliano Bisazza

Telefono per informazioni: +39 347 2265227

E-Mail info: info@statuto13.it

Sito ufficiale: http://www.statuto13.it

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