Matèria, Dialogue #1

Dal 18 giugno al 19 luglio 2018 Matèria, galleria romana fondata da Niccolò Fano nel 2015, arriva a Palermo negli spazi di Studio Frontiera, in Via Alloro 36.

In occasione della biennale nomade Manifesta 12, Matèria presenta Dialogue #1, collettiva che porta nel capoluogo siciliano una ricognizione sul percorso compiuto in questi tre anni di attività attraverso una selezione di opere degli artisti rappresentati: Fabio Barile, Giulia Marchi, Mario Cresci, Xiaoyi Chen, Giuseppe De Mattia, Marta Mancini e Stefano Canto.

Il dialogo che si innesca tra le opere, vicine per poetica, linguaggio o estetica, è messo in evidenza dal percorso espositivo creato all’interno degli spazi di Studio Frontiera. Diverse le espressioni artistiche legate alla ricerca contemporanea: dall’installazione di Stefano Canto AE Rep.3, risultato del processo fisico di solidificazione della polvere di cemento a presa diretta tramite lo scioglimento di una lastra di ghiaccio, alle immagini fotografiche di Fabio Barile Transform fault. Toilet paper, floor and couscous, powder spice., lavoro incentrato sulle dinamiche geologiche e sullo studio del paesaggio, proseguendo con Untitled di Marta Mancini, che fa parte dell’ultimo ciclo di dipinti in cui lo strato di colore piatto cancella le sovrapposizioni di segni sottostanti. L’artista è presente in mostra anche con Untitled del 2009, autoritratto di piccole dimensioni che mette in luce le origini stilistiche della pittrice.

Mario Cresci è rappresentato da due lavori Traslazione (dalla serie Avvicinamento, Rotazione, Traslazione, Milano – Matera 1971-73) e Relazioni, separazioni, analogie, Bergamo 1994-95, in quest’ultima la composizione di fotografie, realizzata attraverso la ripetizione e traslazione dello stesso elemento, viene resa parzialmente visibile grazie agli strappi sulla carta velina, attraendo lo sguardo sui dettagli del soggetto ritratto.

Al contrario Giuseppe de Mattia, nella serie Cancellature rosso scarlatto (le palme di Luca), Bologna 2016-2017 (parte del lavoro Dispositivi per non vedere bene Roma), occulta l’immagine fotografica con campiture di colore, tracciate su indicazione di un gruppo di artisti, critici e artigiani coinvolti nel progetto. L’idea di delegare le scelte compositive a terzi è presente anche nell’installazione Il mare di Bologna in cui strumenti autoprodotti diventano il dispositivo attraverso il quale tracciare le linee, indagando così le possibilità date da uno strumento tecnico combinate alle potenzialità proprie del disegno.

Infine nei lavori di Xiaoyi Chen e Giulia Marchi emerge una forte tendenza alla sperimentazione sul mezzo fotografico, la prima, in Traces e H2o, utilizza la macchina fotografica per andare oltre la rappresentazione, verso l’astrattismo, dilatando le dimensioni del soggetto ritratto fino a trasformarlo in un intreccio di linee o in una texture, l’altra, con l’opera Fluxus, gioca invece con una maschera circolare, sovrapposta al foro stenopeico, realizzando delle polaroid che ricreano l’illusione di ritrarre la Luna.

Dialogue #1 è parte di OUTER CIRCLE un progetto speciale che vede la galleria al fianco di D.O.O.R., Gibellina PhotoRoad, Cesura, a r c h i p e l a g o e Studio Frontiera e che proseguirà con un vasto programma di mostre, talk e workshop fino alla fine di ottobre.

 

 

Dialogue #1

Fino al 19 luglio 2018

Dal mercoledì al sabato dalle h 11:00 alle h 20:00

Studio Frontiera, Via Alloro 36, Palermo

Contatti: contact@materiagallery.com, www.materiagallery.com

Ufficio stampa: press@materiagallery.com

Chiara Ciucci Giuliani chiaracgiuliani@gmail.com mob: +39 392 917 3661

Roberta Pucci robertapucci@gmail.com mob: +39 340 817 4090

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