Max Papeschi: l’arte provocatoria da milioni di dollari

Spesso l’arte è un universo particolarmente bizzarro. Anni e anni di studio e ricerca per perseguire il sogno di una vita, diventare regista e autore teatrale, e invece ritrovarsi ad essere in pochissimi anni uno dei più importanti giovani artisti della digital-art esponendo in soli cinque anni in oltre cento mostre in giro per il mondo. Questo è Max Papeschi, artista eclettico, ironico e positivo di forte impatto mediatico. Lui ha iniziato quasi per caso con il solo obiettivo di rimettersi in gioco: nessun progetto, nessuna idea illuminante ma la semplice decisione di sostituire la videocamera con l’immagine.


Max papeschi _ NaziSexyMouse _ Max Papeschi ©

Un clamore mediatico che arriva con una sua opera gigante – un manifesto affisso sulla facciata di un famoso palazzo nel centro storico di Poznan (Polonia) – che rappresenta un corpo di donna con la faccia di Michey Mouse che ha alle spalle una gigantesca bandiera nazista. La critica lo esalta e ne suggella il genio.

Da Topolino Nazista alla Deflorazione di Minnie Mouse, le icone cult della bontà per antonomasia vengono rivestite di una simbologia che evidenzia la perdita della verginità/innocenza per trasformarsi in un incubo collettivo.


Max Papeschi©

Basti pensare ai lavori esposti a Osaka da novembre dal titolo La société du spectacle che hanno come comune denominatore la denuncia sull’ipocrisia dei maggiori capi di stato di tutto il mondo che sembrano figure autorevoli nel dirigere le nostre sorti ma a guardarli bene sono dei semplici burattini-attori al soldo dei veri potenti.

L’arte provocatoria di Max Papeschi è la massima espressione di una ribellione talentuosa, vera e cruda, che ci porta verso nuove riflessioni e verso un concreto concetto di cambiamento.


Max Papeschi ©

[Sara Costa]