In mostra a La Galleria Nazionale di Roma i capolavori di Giacomo Balla

Forse non tutti sanno che la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma possiede il nucleo più folto e completo di opere di Giacomo Balla esistente in un museo pubblico. Questo grazie a due donazioni, effettuate a favore del museo da Elica e Luce Balla, figlie dell’artista, sul finire del secolo scorso.

Si tratta di un nucleo di opere molto importante, perché comprende interessanti testimonianze di ogni momento dell’attività dell’artista: dagli esordi al futurismo al ritorno al realismo. A questa preziosa raccolta il museo capitolino dedica fino al 26 marzo una mostra, a cura di Stefania Frezzotti, in cui le opere provenienti da entrambe le donazioni sono esposte per la prima volta insieme.

La mostra, che sembra un tentativo di rimediare all’esclusione della maggior parte delle opere del maestro dal nuovo allestimento voluto dalla direttrice Cristiana Collu (e di evitare le conseguenti possibili azioni legali da parte degli eredi di cui si vocifera da tempo), è in ogni caso una bella occasione per rileggere la carriera dell’artista e godere di questi veri e propri tesori nascosti della Galleria. La mostra offre una panoramica completa sulla carriera di Balla, artista sempre teso verso il cambiamento e la sperimentazione, e che fu fondamentale per l’ambiente artistico romano e per tutto il Novecento italiano in generale. Attraverso le opere in mostra, infatti, è possibile ripercorrere tutto il percorso artistico di Balla, dalla scomposizione cromatica divisionista abbinata a temi sociali e umanitari degli inizi, alla scomposizione della luce in forme geometriche astratte e all’indagine sui temi della velocità e del movimento del periodo futurista, all’interesse per le arti applicate e al tentativo di compenetrazione di arte e vita del primo dopoguerra, fino al ritorno alla figurazione e all’intenso luminismo combinati a tematiche autobiografiche degli ultimi anni.

Filo conduttore di tutto questo percorso è chiaramente la passione di Balla per la luce, passione che l’artista seppe trasmettere a tutti i suoi giovani allievi e amici e che lo spinse addirittura a dare questo nome alla sua figlia maggiore, nome che da anche il titolo alla mostra, in omaggio alla sua generosità.

 

 

Giacomo Balla. Un’onda di luce

Fino al 26 marzo 2017

La Galleria Nazionale

viale delle Belle Arti, 131

Roma

 

http://lagallerianazionale.com/mostra/giacomo-balla-unonda-di-luce/

 

 

 

 

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*