Mostre In Mostra. Roma contemporanea dagli anni Cinquanta ai Duemila. La rassegna in mostra al Palazzo delle Esposizioni

Ha da poco inaugurato presso gli spazi del Palazzo delle Esposizioni il nuovo progetto Mostre in Mostra, un racconto pensato e immaginato come una passeggiata che raccoglie le migliori mostre a Roma dagli anni Cinquanta agli anni Duemila. Un percorso didattico più che un progetto espositivo, si snoda intorno ad un’ideale piazza, raccoglie testimonianze e racconti di una storia dell’arte che vede come oggetto principale non solo l’opera in sé ma le dinamiche che l’hanno plasmata o raccontata e il contesto che, dalla prima metà del Novecento alla metà degli anni Duemila, ha visto Roma come un centro attivo di prolificazione artistica di ricerca ed emancipazione.

Mostre in Mostra, racconta dei momenti precisi che hanno definito una storia non solo artistica ma anche sociale e culturale, un insieme di nozioni, elementi e documentazioni che ci invitano in maniera non forzata a guardare e ripensare le opere, la loro creazione, la loro capacità di affinarsi e adattarsi a certe necessità del nostro recente passato. La ricostruzione parte da un’idea di bene collettivo che necessita di essere ancora una volta raccontato, studiato e riadattato in una contemporaneità che lascia spazio al digitale o in cui ancora una volta vige il mercato prima che la qualità. Mostre in Mostra, invece, crea un fil rouge non solo presentando personalità artistiche che hanno avuto il coraggio e la capacità di raccontare in forme sovversive e, per quei tempi, quasi provocatorie le proprie sensibilità e interessi artistici ma anche dando il giusto valore al lavoro di critici, curatori e galleristi che hanno in primis accettato e sostenuto progetti ambiziosi e perentori.

Le cinque mostre scelte per questa prima edizione iniziano nel 1955 con le immagini di città dipinte da Titina Maselli, fugaci e immaginarie, presentate dalla galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis e Ninnì Pirandello. La passeggiata procede con la prima personale di Giulio Paolini nel 1964 presso la celebre galleria La Salita, riallestita per l’occasione dallo stesso artista come un work in progress geniale e sconsacrante allo stesso tempo. Si sussegue, Luciano Fabro, una splendida raccolta di opere con cui l’artista rispose all’invito di Achille Bonito Oliva nel 1971 ad esporre prima alla Biennale di Parigi e poi agli Incontri Internazionali d’Arte. Si prosegue negli anni Ottanta con lo stupefacente dipinto esposto nel 1981 da Gian Enzo Sperone di Carlo Maria Mariani, ricco di citazioni ed elogi, con una affascinante e innovativa capacità di interpretare e intendere la pittura. Negli anni Novanta Mario Pieroni fece esporre i famosi Tombeaux di Jan Vercruysse, simulacri severi e imponenti. E, infine, l’innovativa mostra di Myriam Laplante Elisir promossa da The Gallery Apart e Fondazione VOLUME! che la ospitò nel 2004, un racconto visivo fiabesco e coinvolgente.

La mostra chiude egregiamente la rassegna con la capacità di far nascere e destare non solo la curiosità degli spettatori ma anche domande e riflessioni su una storia dell’arte che va necessariamente e ancora una volta raccontata e recuperata.

Mostre In Mostra. Roma contemporanea dagli anni Cinquanta ai Duemila

a cura di Daniela Lancioni

fino al 28 luglio 2019

Palazzo delle Esposizioni, Roma

Orario: domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 10.00 alle ore 20.00; venerdì e sabato dalle ore 10.00 alle ore 22.30; lunedì chiuso

Ingresso: Intero € 10,00; Ridotto € 8,00; Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6,00; Biglietto Open € 13,50.
Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni.

 

 

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