Non di certo una vita semplice, ma ricca di avvenimenti sì. Vivere due guerre non è da tutti

Marino Marini nasce a Pistoia il 27 febbraio del 1901, all’età di sedici anni si trasferisce a Firenze per entrare a far parte dell’Accademia di Belle Arti e nel 1929 è professore della cattedra di scultura presso la Scuola d’Arte di Monza. Durante gli anni quaranta del novecento si ritira in Svizzera con sua moglie “Marina”, così chiamata per sottolineare il forte legame tra i due; durante questo periodo di riflessione si avvicina ad importanti artisti ontemporanei. Successivamente rientra in Italia dove espone alla Biennale di Venezia con una personale che sarà il trampolino di lancio per affacciarsi nel mondo: New York, Oslo, Stoccolma, Zurigo, Roma ecc. Premi, riconoscimenti e fama è così che va via via procedendo la vita di Marino Marini fino alla sua morte avvenuta a Viareggio il 6 agosto del 1980.

La carriera dell’artista si può suddividere in quattro temi principali e per temi intendiamo i soggetti riportati, infatti secondo Marini non è importante che cosa si rappresenta, ma come lo si rappresenta. Le Pamone, I Cavalli e Cavalieri, Il mondo del circo e del teatro e i Ritratti.

Rifacendosi all’arte classica le Pamone sono dei nudi artistici di donne, che vogliono richiamare la dea etrusca Pamone, dea della fertilità. Lo stesso Marini afferma di non essere ispirato dall’arte etrusca, ma di essere lui stesso un etrusco. Tra le tematiche però più care ci sono i Cavalli e Cavalieri che mettono in luce la storia dell’uomo, dove quest’ultimo è sempre meno in grado di badare al suo cavallo e quindi di controllare appieno la vita, la propria vita! Come un funambulo in bilico tra bene e male, vita e morte così ci appaiono le figure rappresentate nel fantastico mondo del circo; dove la continua ricerca dell’uomo è il motore che fa girare il mondo… forse alla ricerca della felicità o forse alla continua ricerca di qualcosa che nemmeno noi sappiamo che cosa sia.

 

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