Non solo Astrattismo. Piet Mondrian e l’arte figurativa

Uno degli artisti più conosciuti nel campo dell’arte contemporanea del Novecento è sicuramente l’olandese Piet Mondrian (1872 – 1944), un illustre personaggio il cui nome viene immediatamente associato all’arte astratta, non figurativa, in cui a far da padrone sono le celebri griglie di colore con le linee ben marcate, con i colori primari, blu, rosso e giallo, che si dispongono in modo asimmetrico sulla tela creando composizioni armoniche insieme alle superfici bianche e alle linee nere.

Non tutti sanno che Piet Mondrian ha cominciato la carriera artistica partendo dal figurativismo, infatti agli anni 1908 – 1909 risale un disegno a carboncino il cui soggetto raffigura un crisantemo, una rappresentazione attraverso la quale Mondrian dimostra un’acuta capacità nel riprodurre con precisione e buona tecnica il soggetto naturale, tanto da far pensare al pubblico che si tratti di un lavoro risalente al Rinascimento e non a un artista meglio noto per le composizioni ove non esistono aspetti riconducibili alla realtà.

Il dato figurativo può essere riscontrato ancora nella rappresentazione di altri due soggetti: i mulini e gli alberi. Quando si parla dei mulini vengono poste subito a confronto due opere, ovvero Mulino di sera, un olio su tela realizzato nel 1907, e Mulino al sole, del 1908. Qual è la differenza fra le due opere aventi lo stesso soggetto figurativo? Nonostante la presentazione di una tradizionale struttura olandese in entrambe le opere, la prima presenta al pubblico un’esecuzione che ancora è legata all’idea di arte che deve basarsi sull’imitazione della natura, la seconda opera invece pone in evidenza il fatto che l’artista sia entrato in contatto con altre correnti artistiche, precisamente col Divisionismo e con l’arte dei fauves, una caratteristica piuttosto evidente se si osserva l’uso violento del colore e il segno delle pennellate.

La serie degli alberi è quella attraverso la quale Mondrian passa dal figurativismo alla dissoluzione della forma. Nell’opera L’albero rosso (1908) è possibile riscontrare come l’olandese sia ancora legato all’arte figurativa nonostante inizi a venir meno il dato reale, elemento visibile dalla scelta non naturale del colore, il quale pare ispirarsi all’operato di Van Gogh. Il figurativismo non viene del tutto abbandonato nelle altre composizioni, infatti L’albero blu (1909 – 1910), L’albero orizzontale (1911), L’albero grigio (1912) e Melo in fiore (1912) sono la dimostrazione di come Mondrian non abbia mai perso di vista il dato reale, nonostante l’influenza dell’art nouveau e del Cubismo, la scomposizione della struttura dell’immagine non ha alterato la riconoscibilità della forma, dunque l’osservatore è sempre in grado di riconoscere il soggetto.

Blossoming apple tree
*oil on canvas
*78,5 x 107,5 cm
*1912

Oostzijde windmill at night
*oil on canvas
*67,5 x 117,5 cm
*signed b.l.: Piet Mondriaan
*1907-1908

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