Obiettivi homemade nelle fotografie di Cate Woodruff

«Quando lavoro con superfici riflettenti e obiettivi fatti in casa realizzati da oggetti trovati, le fotografie rivelano uno spazio inosservato, energia e luce». Ecco Cate Woodruff.

Artista a 360 gradi, Cate è una fotografa, video artista, artista di installazioni, pittrice, anche digitale, curatrice, direttrice, scrittrice e attrice. Vive con il marito David Van Tieghem, compositore e percussionista, e ha uno studio a Bushwick (Brooklyn, New York).

Nelle fotografie digitali single-shot, Cate non è interessata alle forme, quasi irriconoscibili negli scatti, perché tra l’oggetto da fotografare e l’obbiettivo colloca dei filtri semi trasparenti, lenti colorate o cocci di vetro, così che la camera digitale cattura la luce che li attraversa strato dopo strato. Utilizza dunque strati di superfici riflettenti e lenti homemade così da collegare curve e distorcere i confini della materia al di là dell’esistenza di modulo, fotografare la luce, il colore e le forme prima che gli oggetti assumono un senso comune, creare insomma una sorta di barriera concettuale. Cate spinge la sua macchina fotografica oltre il bordo ottico rivelando lo spazio, l’energia e la luce che spesso non sono visti ad occhio nudo. Alcune di queste opere sono state esposte dall’artista presso la Gallery pma di via Napoli a Cagliari, dal 8 al 16 luglio 2016.

«Gli oggetti sembrano definiti, ma le esperienze sono fugaci e temporanee. Non c’è separazione nella forza della vita, le molecole che tengono tutti noi insieme. (…) Lasciar andare di ciò in cui credo con i miei occhi, mi permette di passare attraverso la parete di concettualizzazione e fotografia quello che abitualmente non fisso, per vedere ciò che tutti noi assolutamente comprendiamo».

Le sue opere, dipinti sotto forma di stampe fotografiche sono state fatte e proiettate da dimensioni piccole a molto grandi. Possono essere presentati in tante e diverse modalità: su carta tradizionale di archiviazione metallici o, montate su galleria plexi, o su lastre di alluminio spazzolato, o con la visione pura per essere mostrato in finestre, retroilluminato a parete o free-standing, e in lightboxes lightwalls, o aderito a quasi qualsiasi oggetto in gallerie, case, aziende, spazi pubblici, e previsto per produzioni teatrali o musicali. Artista multimediale, Cate ha elaborato anche installazioni con fotografie o proiezioni in forme in tre dimensioni con audio interattivo e musiche, in quasi quarant’anni di carriera artistica incentrata sulla ricerca, ha tenuto saldo il suo scopo: abbattere i muri che separano le diverse forme d’arte e le discipline, è un vera e propria artista multimediale.

Cate ha ricevuto un Bachelor of Fine Arts (laurea in arti visuali e performative) in teatro da Webster University di St. Louis, si è laureata alla London Academy of Music and Dramatic Arts attraverso la New York University, ed è stata allieva fondatore dell’Istituto di Robert Brustein For Advanced Theatre Training presso la Harvard University a Cambridge.

Fin dai primi anni Ottanta, Cate ha viaggiato tantissimo, è stata modella di stampa per Henri Bendel, divenne assistente del fotografo di moda Gosta Peterson a New York. Ha poi continuato negli anni Novanta come giornalista radio e tv, fotografa, operatore video, scrittrice, regista, attrice, e amministratore di teatro, collaborando a numerosi progetti indipendenti come l’American Repertory Theatre di Cambridge, il Teatro X di Milwaukee, ha progettato video installazioni alla Woodstock Furniture Gallery, ha lavorato come fotoreporter, giornalista e redattrice online.

 

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