Oh Man by Lise Sarfati. L’uomo e la sua individualità

Downtown di Los Angeles, California, anni 2012 – 2013, un progetto fotografico dal titolo Oh Man con due soli soggetti: l’uomo e la città ed un unico tema – l’individualità dell’essere umano. Autrice Lise Sarfati che scatta foto che hanno come scopo quello di parlare della realtà in una certa maniera, cercando di esprimere il modo di vedere la vita della stessa artista, puntando sul rapporto tra la fotografia e il sentimento che suscita nell’osservatore.

Uomini solitari si aggirano per la città, circondati da edifici urbani realizzati con semplici mattoni a vista, un asfalto stradale in parte rattoppato e numerose insegne di attività commerciali. I soggetti da lei immortalati non compiono alcuna azione specifica ma, nella maggior parte dei casi, semplicemente camminano o vengono ripresi in un piccolo momento di pausa. Ciò nonostante la loro presenza si sente ed è rilevante, carica di energia e di emotività. Ovunque siano disposti nel campo visivo dell’immagine hanno un’importanza centrale. Sono uomini senza una direzione evidente, che camminano non curandosi dell’obiettivo della macchina fotografica di Lise Sarfati, che invece si contrappone al movimento passivo di questi, rimanendo con i piedi piantati dall’altra parte della strada, per riuscire a catturare il momento migliore per immortalare i suoi soggetti e far emergere così il connubio tra l’uomo che si muove sul palcoscenico della città e la città stessa.

Si innesca così un dialogo silente davanti allo spettatore tale da creare un passaggio tra l’indifferenza della rappresentazione e la partecipazione dell’osservatore. Non vi è alcune indicazione narrativa ne tantomeno tensione eroica o sociale, viene lasciato ampio spazio all’importanza dell’individuo che è quasi smarrito percorrendo una strada senza sapere esattamente quale sia la meta. L’unico scenario proposto è quello urbano, il cielo quando compare è ridotto ad un semplice rettangolo geometrico incastonato tra le architetture. Il fattore tempo viene scandito dal colore della luce che illumina le scene in un contesto tipicamente americano, teatro urbano a pochi passi dal clamore holliwoodiano.

La Sarfati riesce a mettere in scena un vero e proprio set fotografico senza che gli stessi protagonisti se ne rendano conto, dando un’importanza al gesto semplice del camminare visto come espressione di libertà e forza nel dominare il paesaggio circostante. Anche se la libertà che viene messa in scena è solo apparente perché fortemente limitata dal quel senso di disappartenenza alla propria persona tipico della società moderna, oramai travolta dall’avvento dei media e da una tecnologia sempre più invadente.

Lise Sarfati : fotografa, classe 1968, di origine francese ma ha vissuto più di dieci anni in Russia. Dal 2003 si trasferisce negli Stati Uniti dove attualmente vive e lavora. Negli ultimi anni i suoi lavori sono incentrati in particolar modo sull’intensità del rapporto che si stabilisce con il soggetto ritratto. Tra i suoi lavori: The New Life (2003); Immaculate (series, 2006-07); Austin, Texas (2008); She (2005-09); Sloane (2009); On Hollywood (2009-2010); Oh Man (2012-2013).

 

 

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