Pae White. Demimondaine

Il titolo della mostra prende origine dall’espressione francese demi–monde o mondo di mezzo, spesso utilizzata all’inizio del ventesimo secolo per descrivere chi manteneva uno stile di vita opulento e volto alla ricerca del piacere. Il termine derivato demimondaine era, infatti, usato per descrivere quelle donne che vivevano ai margini della società rispettabile e degli standard del “vero mondo”. Il loro modo di vivere sfidava lo status quo, ma rimaneva nei confini di quegli stessi ideali – un eccesso controllato, un caos confinato entro limiti.

Il lavoro di Pae White si avvale di tecnologie avanzate, così come della collaborazione di esperti artigiani, con l’obiettivo di enfatizzare i limiti e le complessità di entrambi gli ambiti, e di scardinare la linea di confine tra funzionale e decorativo.

I nuovi monumentali arazzi sono intessuti digitalmente e ricordano dei fondali di scena, alludendo all’aspetto intrinsecamente teatrale dell’esistenza. La qualità specchiante dei fili simili a mercurio, di contro, riverbera e rende oggettiva la fruizione di chi guarda il lavoro, amplificando e distorcendo la nostra presenza all’interno della cacofonia di immagini e informazioni. Il groviglio di piante e insetti ricamati forma un non gerarchizzato rumore di fondo, offrendo così uno spazio per perdersi nella contemplazione. Gli arazzi presenti in mostra sono stati creati utilizzando dei software che distribuiscono i motivi in modo casuale e sono potenzialmente in grado di produrre milioni di risultati diversi. Le piante raffigurate nel decoro degli arazzi possiedono proprietà psicotrope, e sono intese dall’artista come il futuro delle terapie volte a domare il nostro caos interiore.

L’uso di specchi come un’allusione ad un luogo alternativo – e forse migliore – si ritrova anche nei mobiles. Le singole sfaccettature riflettono lo spazio attraverso prospettive in continuo movimento, suggerendo che il presente potrebbe essere in un altro luogo e in un altro tempo.

Le nature morte scolpite traggono le loro forme da una libreria di clip art digitali create per i mondi virtuali dei video games e delle animazioni. Queste forme non sono intese per essere trasposte nel nostro mondo o per essere rese in maniera tridimensionale. A differenza dell’aspetto invitante dei loro corrispettivi bidimensionali, l’oggetto qui concretizzato appare imperfetto, appassito e sgradevole.

L’interesse di Pae White nel carattere unico e individuale della maestria, seppur artigianale, si rivela nelle quattro sculture di marmo a forma di popcorn sparse per la galleria. Quattro artigiani hanno studiato la forma del popcorn, inteso come un’astrazione organica, e hanno tradotto le proprie interpretazioni nel marmo.

I chicchi, deperibili e insignificanti, attraverso un materiale tradizionale come il marmo, diventano monumenti all’effimero. Mentre i popcorn sono generalmente considerati come un giocoso e ottimistico veicolo di piacere, il loro esplodere offre una lettura più intensa e nefasta. Questa divergenza di ideologie e interpretazioni, che percorre da sempre il lavoro di Pae White, rispecchia la diversità, culturale e sociale, in cui siamo immersi.

Fino al 09 Settembre 2017

Milano

Luogo: Kaufmann repetto

Telefono per informazioni: +39 02 72094331

E-Mail info: info@kaufmannrepetto.com

Sito ufficiale: http://www.kaufmannrepetto.com

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