Part 1 – Galleria Alessandra Bonomo

Ha inaugurato mercoledì 25 ottobre presso la Galleria Alessandra Bonomo di Roma la collettiva Part 1, dedicata all’incontro tra le sperimentazioni di quattro giovani artisti. La mostra, come suggerisce il titolo generico, si pone come una semplice occasione di valorizzazione di giovani proposte, senza il bisogno di forzare a tutti i costi le opere verso aspetti comuni o messaggi unitari, e anche come la prima di una serie di iniziative similari, volte a indagare il fermento artistico contemporaneo. In altre parole, al centro dell’esibizione non c’è un discorso unico costruito attraverso le opere, ma l’esaltazione dell’individualità dei singoli artisti, delle loro caratteristiche specifiche e qualità originali. Le opere esposte, infatti, come osserva Carmelo Cipriani nel suo testo critico, sono accostate più per opposizione che per analogia, e la mostra non è altro che un fertile dialogo tra esperienze eterogenee, tra materiali e linguaggi molto diversi tra loro.

Ad aprire la mostra è Lulu Nuti, che espone opere nate durante una residenza d’artista su una nave cargo, molto diverse nella forma e nelle modalità di realizzazione, ma tutte volte ad interpretare lo spazio e la nostra relazione con esso. Particolarmente interessante è Cardiograms, una serie di tredici fogli circolari su cui sono stati registrati i movimenti della nave attraverso il tratto tracciato da una penna appesa al soffitto della cabina dell’artista, con risultato avvincente sia dal punto di vista estetico che per l’originalità nella rappresentazione del movimento, dello spazio e del tempo.

Baldassarre Ruspoli espone invece opere che indagano le potenzialità inespresse dei materiali da costruzione. Oggetti trovati come cavi d’acciaio e travi di legno sono recuperati dall’artista e utilizzati per realizzare opere che rimandano a esperienze artistiche precedenti, come le due assi riadattate in un omaggio a Brancusi

Seguono i disegni di Delfina Scarpa, una serie di colorati busti di donna e paesaggi appena schizzati, evocativi di un mondo infantile ed esotico allo stesso tempo.

L’ultimo artista in mostra è Simone Pappalardo con la sua sperimentazione sonora Orchestra Fragile, un’installazione che è anche uno strumento musicale. Composta da una serie di ampolle in vetro e fili di rame, l’opera produce un suono che accompagna il pubblico lungo tutto il percorso, risuonando in ogni sala e perfino all’esterno della galleria.

 

 

Galleria Alessandra Bonomo

Fino al 30 gennaio 2018

via del Gesù, 62

Roma

http://www.bonomogallery.com/

 

 

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