Una performance artistica per le vittime di Corato

Si può esprimere solidarietà attraverso l’arte? Forse. Edoardo Tresoldi ci prova. Artista milanese, scenografo e scultore, propone un’installazione per ricordare le vittime della tragedia ferroviaria avvenuta in Puglia, lo scorso 12 luglio tra le cittadine Andria e Corato, in provincia di Bari.

Nove insolite sculture create dall’intreccio di fili di maglia metallica occupano la centrale piazza Abbazia a Corato. Un comune materiale industriale che sembra prendere vita, trasformarsi in un prezioso elemento artigianale.

Così, nel mese di Ottobre, a tre mesi dalla tragedia, l’installazione ha inaugurato la seconda edizione di un Festival di arte e poesia che prende il nome di Verso Sud, evento prodotto dall’associazione culturale Lavorare stanca, con la tutela del Comune di Corato.

Il concetto di scultura di Tresoldi nasce dal desiderio di raccontare il dialogo che si instaura tra una figura e lo spazio circostante, reso possibile attraverso la creazione di un rapporto empatico tra lo spettatore e l’opera.

Un’installazione Corale, proprio con questo attributo viene presentata dal suo creatore, emozionanti sculture trasparenti, ombre, sagome prive di vita ma piene di anima, sembrano incappucciati, col capo chino, riflettono, riuscendo con enfasi a creare un’atmosfera suggestiva, che alterna attrazione e ribrezzo, incanto e malinconia, in ricordo di quel tremendo martedì in piena estate, dove persero la vita ventitré persone e oltre cinquanta ne rimasero ferite.

Interessante è stata la voce del poeta abruzzese Paolo Maria Cristalli che ha accompagnato la performance tramite la lettura del suo poema Parlato per l’inverno, per poi guidare il pubblico in una sorta di processione laica e silenziosa in mezzo alle sculture metalliche.

«Esprimere un abbraccio corale, il senso della comunità di Corato», così ha spiegato Giuliano Maroccini, co-direttore artistico del Festival, insieme a Luigi Piccarreta. La performance si è conclusa con un sorprendente spettacolo del fisarmonicista Carmine Ioanna la cui musica ha accompagnato un gioco di luci e ombre nell’area occupata dalle sculture di Tresoldi.

 

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