Piero Dorazio. Protagonista dell’arte astratta nel secondo dopoguerra

Piero Dorazio fu un pittore italiano che contribuì alla nascita e alla affermazione dell’astrattismo in Italia. Fu un artista che entrò in contatto col mondo dell’arte internazionale, guardò con ammirazione agli studi di Matisse e all’architettura di Le Corbusier, formulando un concetto di non figurativo condiviso sia in Italia che all’estero.
Dopo la sua morte c’è stata un’introspettiva verso l’arte della pittura non destinata alla fabbricazione di qualcosa di ingegnoso, ma alla ricerca di quella chiave in grado di cogliere la percezione visiva che genera la pittura.
Fu un appassionato pollinista, ha scritto riviste e critiche sull’arte, dando una chiave d’interpretazione sempre diversa, cogliendo sempre un particolare diverso, non fermandosi al mutare del tempo.
Le sue opere hanno una trama dal colore luminoso, i quadri riflettano gli sguardi dello spettatore. Le sue produzioni dell’ultimo periodo hanno ancora riscontri internazionali, quelli che l’artista ha avuto nel corso della sua vita.
Lavorò per serie e cicli, individuando serie che concepivano l’astrazione in grado di raggiungere la semplificazione delle cose, per cogliere la complessità del suo percorso artistico mentale.
Dal 1946 al 1955 fu fondatore del gruppo Forma 1, che nasce come contrapposizione nei confronti del realismo guttusiano, in una situazione post bellica che obbligava una presa di opposizione e di coscienza.
Il pubblico decreta i quadri e li definisce con la semplice parola “futurista”.
Esiste in Italia da tempo ormai una netta frontiera tra il mondo dell’arte e il pubblico sempre più stanco al cambiamento dell’ingegno umano. Si avvicina a Severini che usa la parola astrattismo nel senso platonico, come distacco, superamento di un’immagine troppo geometrica.
Dorazio riusa la parola “astratto” nell’Italia post bellica, con un taglio decisivamente netto e deciso, presentava artisti che venivano dal concretismo, introdotta dagli artisti francesi, quell’arte che non ha un’evoluzione della figura ma è costruzione autonoma, progettazione e ritmo.
Le sue opere evocano soggetti anche se sono legati all’astrattismo, superamento di un’immagine con un gioco dimensionale, marcando con il colore una scelta invitabile, cercando riflessi di una pittura popolare, creando un colore in grado di assorbire la luce e al tempo stesso di rifletterla, non più squillante ma disposizione di tratti a rilievo come in un plastico.

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