Pierre Soulages il «maestro del nero»

L’artista di Rodez che compirà 100 anni alla fine dell’anno, ha trovato la strada della pittura grazie al foglio. Il museo consacrato all’artista nella sua città natale espone in una mostra l’integralità di centodiciotto opere realizzate su foglio, donazione della coppia Soulages nel 2005. Questa esibizione dovrebbe essere vista da chi è amante dell’arte astratta, perché Soulages fu uno dei maggiori esponenti del movimento alla fine della Seconda guerra mondiale. L’artista si fece notare da giovane grazie ai suoi dipinti e alla passione che loro trasmettono e anche se il suo nome può rimanere sconosciuto, sono numerosi i musei attraverso il mondo che espongano le sue opere.
Pourquoi le noir? Parce-que.

Soulages usa il nero da sempre, le sue opere sono per gran parte monocrome. Tintura di mallo di noce, inchiostro, carboncino… e il paradosso del suo lavoro è come il nero, una volta modellato dall’artista, diventa una materia che tramite la luce prende sfumature e colori diversi. Per settant’anni, i segni che Soulages crea sulla tela appaiono in base alla luminosità e al nostro movimento. Così il movimento sul nero esiste grazie alla luce.

Se andate a fare un giro nel sud-ovest della Francia e avrete quindi la possibilità di fermarvi a Rodez, potrete vedere la mostra consacrata ai disegni su foglio (dal primo uso del ‘mallo di noce’ nel ‘46 fino ai suoi ultimi nei primi del 2000) nella stanza d’esposizione temporanea, dove sono presentati con una selezione di fotografie e di filmati sull’artista, con uno spazio di documentazione che mette in luce gli ultimi acquisiti del museo.

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