Piet Mondrian e l’astrazione

Dalla nascita del De Stijl e del suo esponente di spicco, Piet Mondrian, padre del neoplasticismo, divenuto con il tempo figura mitica e ispiratore di molti altri artisti, il movimento olandese “Lo Stile”, oltre ad aver giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’astrattismo in Europa e non solo, costituisce una chiave di lettura indispensabile per comprendere molte altre correnti artistiche del Novecento.

L’artista più rappresentativo di questo movimento, come detto, è Mondrian, pioniere della pittura astratta e principale teorico del movimento. Egli fu intenzionato ad inventare la “modernità”, per diffondere al mondo una nuova visione dell’arte. Così, all’indomani della Prima guerra mondiale, l’artista diede vita al movimento, che fin da subito si distinse dalle altre forme astratte. Questa ricerca tende a cancellare i soggetti e la prospettiva per favorire una ricerca di ritmo assoluto e un linguaggio universale. Protagonisti delle tele sono le linee orizzontali e verticali e i colori, soprattutto primari. La combinazione di questi elementi ha per i suoi autori il potere di rendere visibile l’essenza del mondo. Le opere di Mondrian, fondate su una ridefinizione profonda della pittura e l’ambizione di una astrazione che sorpassa i limiti della tela, hanno caratterizzato l’arte del XX secolo. Alla iniziale pittura naturalista, che abbandona velocemente, si dedica allo studio delle strutture espressive della natura che riporta nelle sue opere: linee regolari degli alberi, griglie ortogonali, segni cruciformi. Una geometria che egli trae direttamente dalla natura, prediligendo il colore al soggetto, preferendo le linee e l’irradiazione della luce.

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