Il potere avvincente dell’installazione

Quante volte ci è capitato di rimanere incantati da una struttura che, intesa come opera d’arte, non era altro che un insieme di oggetti diversi aggrovigliati tra loro? Monumentale, poliedrica, costruita con più materiali e spesso in tecnica mista, l’installazione è senza dubbio la forma d’arte che tra tutte suscita più curiosità.

Esposta in uno spazio stabilito dall’autore, è in grado di suscitare nello spettatore una particolare emozione, costringendolo ad interagire con le varie componenti artistiche.

Le primissime origini di questa coinvolgente forma d’arte risalgono ai ready-made di Duchamp, ma col tempo anche altri artisti hanno proposto una loro versione di installazione, a seconda della loro poetica e della loro visione del mondo, pensiamo ad esempio agli impacchettamenti di Christo, alle varie forme di Land Art come Robert Smithson o Richard Long, oppure ancora i coloratissimi ombrelli fluttuanti che vennero appesi lungo le vie del centro di Algueda in Portogallo.

I materiali usati possono essere del tutto nuovi o rimandare ad entità reali naturali come piante o pietre, industriali come travi, vetro o mattoni, oppure ancora elementi di recupero o uso comune.

Lo spazio che occupa l’installazione può corrispondere anche solo ad un tratto di parete, o ad una parte di una stanza, o ancora ad una sezione più o meno grande di un luogo all’aperto, come un cortile, una piazza o un parco. Spesso e volentieri l’installazione è accompagnata oltre che da vari materiali, anche da giochi di luce e di suono e soprattutto dal movimento. Può comprendere media come ad esempio musiche e registrazioni di vario genere, sequenze di immagini o proiezioni di video, insomma forme espressive di qualsiasi tipo installate in un determinato ambiente, si parla infatti di multi-dimensionalità. Tali forme comportano poi l’introduzione di una quarta dimensione, oltre le dimensioni spaziali tradizionali: la dimensione del tempo.

Ciò che rimane fondamentale per qualsiasi tipo di installazione, è l’interazione da parte dell’osservatore. Ogni particolare è studiato per sollecitare la percezione dello spettatore, divenendo così il soggetto principale, parte integrante dell’opera.

La sua presenza rimane variabile e limitata, si può muovere liberamente attorno alla struttura per scoprirne le varie parti, può camminare o sedersi su essa, oppure se più ampia si impegna a seguire la sequenza di una trasformazione, o a intervenire in modo diretto azionando alcuni comandi. È così che tutti questi particolari fanno dell’installazione una vera e propria opera d’arte originale, sorprendente e inaspettata.

 

 

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