Progresso scientifico nell’arte. Le creature ibride di Patricia Piccinini

Quanto può influenzare la vita dell’essere vivente lo sviluppo della tecnologia? Può provocare mutazioni fisiche? E’ possibile che l’arte possa mostrare alla società contemporanea l’impatto che ha sul fisico lo sviluppo tecnologico?

L’interesse verso le più innovative terapie genetiche e gli esperimenti condotti sul genoma umano è il frutto del lavoro creativo di Patricia Piccinini, artista australiana nata a Freetown, Sierra Leone, nel 1965, rappresentante della propria nazione alla Biennale di Venezia nel 2003.

Quando si osservano le sculture realizzate da Patricia Piccinini non bisogna pensare a una rigida collocazione nell’ambito dell’Iperrealismo, le creature ibride realizzate dall’artista sono dei veri e propri punti di partenza per un’intensa riflessione, infatti osservare le opere della Piccinini significa permettere alla mente di essere trascinata nelle riflessioni nate dai dibattiti trattanti temi inerenti le biotecnologie, la bioetica e l’ambiente.

E’ così che l’uomo diventerà? Questo è il quesito che si pone il pubblico di fronte alle sculture mostruose, degli esseri in parte uomo e in parte animale, si pensi per esempio a The Carrier, un interrogativo lecito, il quale dimostra come l’artista abbia raggiunto il suo scopo, ovvero far riflettere l’uomo circa tematiche importanti e attuali e non su frivolezze della vita quotidiana.

L’operato della Piccinini è sicuramente orientato al futuro, offre la visione di una società creata in modo artificiale, pone in luce la cruda realtà di come il progresso stia prendendo il sopravvento nella vita dell’essere vivente. Le sculture spaventano e disgustano il pubblico a causa del loro realismo, il fatto che l’artista abbia utilizzato fibre di vetro, lattice e capelli umani li fa sembrare dei veri e propri esseri viventi deformi.

L’uomo ha una grande responsabilità nei confronti della vita creata per mezzo di riproduzioni scientifiche, osservando le opere di Patricia Piccinini è dunque necessario chiedersi se sia opportuno mettere un freno agli esperimenti che porterebbero a un’alterazione del percorso evolutivo dell’uomo.

 

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