Quattro artisti per un nuovo spazio per il contemporaneo, a Roma apre La Fondazione

In un palazzo risalente agli anni Venti del Novecento, nel pieno centro di Roma, ha inaugurato un nuovo spazio per il contemporaneo. La Fondazione, nome scelto per il nuovo progetto, è il centro culturale non-profit presentato dalla Fondazione Nicola Del Roscio e che con la direzione artistica di Pier Paolo Pancotto punta a ripensare gli spazi del contemporaneo a favore di un centro culturale interdisciplinare che spazi dal cinema all’editoria e coinvolga artisti giovani attraverso un project room pensato appositamente per la loro promozione.

Si tratta di un hub culturale che segue i moduli interpretativi di gestione e ricerca delle risorse artistiche contemporanea già ampiamente indagato all’estero. Lo spazio, si apre alla città nel tentativo di accoglienza, apertura, condivisione e dialogo alla base di una fruizione più genuina e prolifica di un’arte per tutti.

Lo spazio ha inaugurato con una mostra collettiva che riunisce le opere di quattro artisti di origine romena che hanno, a più riprese, soggiornato nella capitale. Il progetto espositivo nasce da una riflessione attraverso medium differenti, del contesto storico attuale insieme alle pratiche e agli interessi degli artisti in mostra.

Geta Brătescu, Adrian Ghenie, Ciprian Mureşan, Șerban Savu utilizzano un linguaggio sperimentale unitario che non obbliga ad un percorso preciso, ma invita ad una partecipata fruizione delle opere contestualizzate in uno spazio che sembra fare da perfetta cornice alle opere in mostra. Un dinamismo inconsueto anima il percorso che lascia una sorta di tempo sospeso tra le varie forme artistiche, dai film di Geta alle sculture di Mureşan per poi passare alle rappresentazioni pittoriche di Adrian Ghenie, da un lato e Șerban Savu dall’altro.

Seppur di generazioni differenti, ma di una stessa connotazione geografica, gli artisti in mostra sembrano dialogare nella pratica, proponendo tematiche che permettono sguardi molteplici e riflessioni continue.

I dipinti di Ghenie sono composizioni complesse intente ad indagare attraverso l’uso di strumenti non convenzionali come ad esempio la spatola, i momenti più bui della storia europea, come gli abusi sociali e politici del potere. A dialogare con lui, le figura umane di Șerban Savu, immagini enigmatiche seppur estremamente realistiche che ritraggono una società contemporanea intrappolata in un’atmosfera sospesa.

Attraverso una decostruzione delle opere del passato, Mureşan reinventa opere letterarie, cinematografiche e artistiche al fine di demistificarle. Una pratica fortemente concettuale che necessita di uno spettro diversificato di media che si fondono a favore di una visione più coesa del mondo. Centrale è, infine, il nucleo inedito di opere di Geta Brătescu, colosso dell’arte romeno scelta nel 2017 per rappresentare la sua nazione durante la 57° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, in una continua rilettura del passato costituisce una “voce fuori dal coro” poiché unica donna presente nella mostra. Geta ne è però il centro propulsore, una presenza forte e contingente che ridefinisce quell’equilibrio di apertura e accoglienza di cui il nuovo spazio si fa propulsore.

 

Geta Brătescu, Adrian Ghenie, Ciprian Mureşan, Șerban Savu

a cura di Pier Paolo Pancotto

20 settembre 2019 – 11 maggio 2020

La Fondazione

Via Francesco Crispi 18

 

Orari: dal martedì al sabato, h 11 – 18

Ingresso libero

 

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