René Magritte: The Fifth Season

Mele, pipe, massi volanti, cappelli a bombetta… questi i protagonisti degli ultimi mesi al San Francisco Moma, grazie alla mostra dedicata al pittore belga René Magritte, durata tutta l’estate e prossima alla conclusione.

La mostra, intitolata René Magritte: The Fifth Season, è dedicata in particolare all’ultima stagione della produzione del pittore surrealista, ovvero alle opere create tra gli anni 40 e gli anni 60. All’ultimo piano del museo, divise in nove gallerie tematiche, sono esposte più di settanta opere provenienti da musei e gallerie di tutto il mondo. Oltre ad alcuni grandi capolavori, sono presenti anche opere meno note, che permettono al pubblico di scoprire lati sconosciuti dell’artista e di uscire dalla propria comfort zone, confrontandosi con stranezze ed enigmi a cui non è abituato.

Una sala in particolare merita di essere menzionata, poiché vi accade qualcosa di irripetibile: quella dedicata all’Impero delle luci, il capolavoro magrittiano di cui per la prima volta sono riunite insieme, l’una accanto all’altra, ben sette versioni.

Grande spazio è poi dedicato all’interazione: attraverso un progetto di realtà aumentata il museo mette infatti a disposizione delle “finestre” digitali (in perfetto stile Magritte), attraverso le quali gli spettatori possono divertirsi a entrare all’interno dei quadri.

Familiari e stranianti allo stesso tempo, le opere in mostra riflettono tutte sul tema della percezione, dello slittamento tra ciò che si vede e ciò che si sa. Fanno emergere i paradossi della realtà e sovvertono le nostre aspettative sul mondo che ci circonda. Non è un caso che il pittore veniva definito “le saboteur tranquille”, proprio per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale.

Bilanciando sapientemente filosofia, ironia e fantasia, Magritte ha saputo mettere in questione le nostre capacità percettive, la distanza tra realtà e finzione, arrivando spesso ad anticipare l’arte concettuale. “Il valore dell’arte – diceva Magritte – è in funzione del suo potere di rivelazione liberatrice”. Se i suoi quadri rappresentano sogni e immaginazione, perciò, lo scopo non è però creare mondi utopici e felici, ma quello sovversivo e rivoluzionario di sviluppare uno spirito critico, in altre parole per far aprire gli occhi, svegliare dal torpore della mente. Per riprendere le sue stesse parole, “I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliare”.

 

 

Rene Magritte: The Fifth Season

19 maggio – 28 ottobre 2018

San Francisco Museum of Modern Art

www.sfmoma.org

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