Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli

Il rigore progettuale e gli slanci creativi dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava sono protagonisti della grande monografica a lui dedicata in corso presso le sale del Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli: una mostra che racchiude prove di tutta la sua produzione, che spazia dall’architettura alla scultura, dalla pittura al disegno a mano libera, fio ad arrivare alla ceramica.

Nove sale del celebre museo partenopeo sono state messe a disposizione del suo estro; si parte dalla prima stanza, dove una serie di nudi femminili in bianco e nero si stendono parallele ai lati della fila centrale di sculture in bronzo di ellenica memoria, esercizi di stile anatomico con richiami allo spirito agonistico per poi entrare in una più moderna, quasi tecnologica: ecco le “moveable sculptures” bellissimi giochi cinetici di colore e geometria, che mirano a ipnotizzare lo sguardo del visitatore, in un gioco ottico di linee e spaziature in movimento.

E poi i bellissimi modelli e plastici architettonici, riproduzioni in scala dei grandi progetti dell’architetto: ponti, chiese, edifici, piccole meraviglie da studiare nel dettaglio o ricordare nell’immagine reale, vista magari dal vivo nei vari paesi del mondo dove sono state costruite.

E ancora la serie di dipinti rappresentanti tori, collegamento alle origini dell’architetto, i bellissimi leporelli sempre sullo stesso tema animale, la serie degli alberi, preziosi nella loro semplicità, che fanno da contraltare alle gradi sculture lignee, salici piangenti rovesciati, quindi quasi ridenti, o forse grandi mani artigliate in movimento, che trovano un parallelo nelle loro gemelle di ferro presenti nelle altre sale.

La mostra è dislocata, oltre che nel museo, anche nel Cellaio, edificio situato all’interno del Real Bosco di Capodimonte; un ambiente più intimo, quasi ecclesiastico, caratterizzato dalla preponderanza assoluta del colore bianco, dalle grandi volte e dai giochi di luce che fanno da perfetta cornice a più di cinquanta ceramiche, disposte quasi a ricordare un antiquarium di antica tradizione.

Colpisce lo spettatore la visione delle quattro uova decorate che pendono dai quattro archi principali del Cellaio; un’immagine che fa subito tornare in mente la famosa Pala di Brera di Piero Della Francesca. La leggerezza e il respiro spirituale dell’opera quattrocentesca sono però qui rimpiazzati da un senso più terreno di giocosità e presenza scenica, dato dalla forza evocativa di queste aeree forme decorate.

 

 

Museo e Real Bosco di Capodimonte

06 Dicembre 2019 – 10 maggio 2020

Via Miano, 2 – Napoli

www.museodicapodimonte.beniculturali.it

 

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