Il silenzio dei paesaggi di Roberto Salgo

Paesaggi industriali, scorci di una città deserta, forse di giorno troppo chiassosa, una spiaggia invernale che sa di sturm und drang. Stiamo parlando di Roberto Salgo. Nato a Cagliari nel 1959, dopo alcuni reportage e collaborazioni con agenzie pubblicitarie si accosta alla fotografia a partire dal 1995.

Da qui in poi espone presso numerose mostre e concorsi fotografici, in cui arriva quasi sempre finalista. Collabora con riviste, mensili e quotidiani, nazionali e regionali, con agenzie pubblicitarie per la realizzazione di brochure, siti web e campagne pubblicitarie. È stato docente in corsi di fotografia su metodi e tecnica utilizzati durante i reportage. Qualificato come fotografo in tutte le sagre della Sardegna, è evidente quanto lui ami viaggiare, scoprire, osservare posti nuovi, ha viaggiato soprattutto in Africa e in Asia, «Quando ho visto degli uomini di una tribù africana guardare estasiati le immagini trasmesse da una tv, ho pensato: ecco come doveva essere stato anche per noi, 60 anni fa, vedere delle storie dentro una scatola». Da questo viaggio infatti nasce il reportage fotografico in Sud Sudan, Kenia e Uganda, in collaborazione con Argonauti Explorers per la rivisitazione e ristampa del libro Equatoria 12° parallelo.

Le sue aree di interesse più recenti sono l’architettura, urbana e industriale, un esempio è l’opera Dighe della Sardegna, esposta presso il Bastione di Sant Remy di Cagliari. Frammenti di vita quotidiana, la frenesia della città descritta con un tocco di futurismo: un tram cha a tutta velocità taglia l’immagine, il silenzio dei macchinari delle fabbriche chimiche, insomma paesaggi che, diversi dal solito e differenti tra loro, mostrati assieme esprimono quasi un senso di isolamento: manca sempre l’uomo. Protagonisti indiscussi delle opere di Salgo sono dunque i paesaggi, la natura, e un tuffo nel sublime romantico.

 

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