Slavko Tihec e l’emergere della forma

E’ agli sgoccioli la mostra dedicata allo scultore Slavko Tihec presso la Maribor Art Gallery in Slovenia. L’esposizione è composta prevalentemente da disegni, schizzi e fotografie, ma anche se la maggior parte del materiale è di tipo documentario e solo parzialmente si interfaccia con il percorso creativo e innovativo dell’artista, questa recente acquisizione offre una preziosa analisi sul processo creativo dell’artista sloveno, in particolare sull’emergere di impegnativi progetti scultorei.

La storia è basata su documenti fotografici raccolti accuratamente (oltre 200 negativi) e bozzetti originali, delineati a matita o pennarello.

Il progetto espositivo, reso possibile grazie alla collaborazione curatoriale di Breda Ilich Klančnik, è considerato dalla popolazione e dagli addetti ai lavori l’occasione per riflettere sulla tutela e il destino dei monumenti pubblici sloveni.

Tihec è l’espressione del suo popolo, trasuda una sommessa cultura slava. Sintomatico di ciò è il suo monumento alla liberazione del popolo di Yugoslavia del 1975, che rende omaggio alle persone uccise dai nazisti per insorgere contro l’occupazione.

Una identità chiara, percepibile in ogni angolo di Maribor, che cozza con il Massacro di Bleiburg e con le stragi titine, ma che trova ancora nel post comunismo il cemento di identificazione nazionale.

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