Il sociale surreale di Mika Rottenberg

Lavoro e femminismo, sono solo alcune caratteristiche riconducibili all’arte di Mika Rottenberg, artista di origine argentina che vive e lavora a New York. Mika Rottenberg, prevalentemente conosciuta come video artista, si muove all’interno di un’arte di denuncia utilizzando sarcasmo, paradosso ed enfatizzando fino a portarne all’esasperazione tratti, caratteristiche e fatti della realtà. Il lavoro dell’artista argentina è profondamente macchiato di rosso, lei stessa definisce le sue storie pregne di un “marxismo spirituale”. I suoi soggetti sono le donne, ma non donne qualunque. L’esercito al femminile di Mika Rottenberg sono gli alienati, donne dalle caratteristiche fisiche al di là della norma: obesità; corpi da body builder; estreme altezze. L’aspetto del corpo è dunque il principio da cui tutto ha origine, la pelle è considerata dall’artista come una gabbia o una copertura che, strato dopo strato, mette in luce tutto ciò che l’ha portata ad assumere quella forma, rafforzando l’interesse dell’artista nei processi più che nel finito.

Il corpo è, dunque, l’involucro di una evoluzione vitale di energia e bellezza. I corpi alienanti dei soggetti di Mika Rottenberg, sono corpi che vanno oltre qualsiasi normalità e mettono in evidenza la capacità di entrare in relazione con il sé fisico e con il sé spirituale, accentando la propria forza o “differenza”. Le donne, quindi, sono il culmine di un lavoro minuzioso che tende alla dematerializzazione della forma e alla decostruzione dell’essere. Le storie di Mika Rottenberg sono tessuto sociale, concreto, ma allo stesso tempo surreale. I suoi video che raffigurano donne a lavoro in spazi stretti e claustrofobici si accompagnano a un suono, quello reale delle cose: lo sfregamento del corpo su basi metalliche, il movimento in sincrono di lavoratori e così via.

Il lavoro di Mika mette dunque a nudo la realtà così com’è, a volte cruda e brutale, la spoglia di ogni suppellettile e le permette di presentarsi nella sua forma più pura e reale, senza però rinunciare all’assurdo, all’anomalo e all’umoristico. L’arte di Mika Rottenberg è un’arte seria, fatta di contenuti e riflessioni che mettono in crisi la società commercializzata e finalizzata alla vendita di corpi perfetti o alla pubblicizzazione di corpi “imperfetti”. La contemporaneità è il fine di una narrazione scomoda e paradossale, caratterizzata da un forte humor nero che combina finzione e realtà in un perfetto scambio di ruolo in cui la pelle, o il corpo in generale, tende alla totale esposizione di sé rivendicando il suo ruolo primario in una società fatta di apparenti perfezioni.

 

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