Some info about the country church of “Santa Petronilla”

Some information about the country church of “Santa Petronilla” (Sardinia, Italy)

La chiesa campestre di Santa Petronilla Vergine Romana è situata a circa un chilometro da Donigala Fenughedu, una piccola frazione di Oristano. Anticamente con i nomi di Fenucletto e Nuracraba si identificavano i paesi, oggi abbandonati, nei cui territori sorgeva la chiesa. L’edificio era la parrocchiale dell’insediamento medioevale denominato Gippa e menzionato in un documento risalente al 1341; da alcuni studi si presume che venga abbandonata alla fine del XIV secolo. La chiesa è costituita da un’unica sala e si sviluppa su pianta rettangolare occupando una superficie coperta di 95 mq; la sobria facciata a timpano, realizzata con cocci di arenaria e basalto, termina con un campanile a vela e luce semicircolare sormontato da una piccola croce in pietra. Il fronte principale presenta un solo ingresso e sovrastante quest’ultimo si apre una piccola luce che assicura una scarsa illuminazione; questa apertura conteneva probabilmente una croce in pietra, ora sostituita da una in legno. Nello stipite destro del portale è praticato un profondo incavo con funzione di acquasantiera, mentre sul prospetto laterale destro si apre un ingresso secondario. La chiesa è collocata in un importante contesto archeologico e nelle vicinanze si trovano diversi pozzi di forma troncoconica rivestiti in pietra; questi ultimi farebbero pensare a strutture connesse con le attività ecclesiastiche.
Di fronte alla chiesa ci sono tre maestosi e secolari alberi di olivastro, molto probabilmente della stessa età della chiesa, che pare possano far risalire l’edificio al XIII o XIV secolo, sebbene tante volte restaurato. 
Si è sempre creduto per tradizione che nel punto dove esiste la piccola chiesa ci sia stato prima un tempio pagano e, più avanti ancora, un nuraghe. Si è sempre detto e creduto, per tradizione orale, che sotto l’attuale edificio ce ne sia un altro sotterraneo. Pare sia stato accertato che bussando nel pavimento con un corpo pesante, o anche semplicemente col tallone di una scarpa, si riveli l’esistenza di un vuoto. Sia in questo sito sia nei dintorni sono stati rinvenuti resti di ossa umane e qualche tomba, il che confermerebbe l’esistenza di un antico insediamento di abitazioni facente parte di un villaggio, che pare si estendesse dalla zona che porta il nome della santa, a quella vicina di Nurechi, ove anche qui sono state trovate testimonianze di abitazioni e qualche tomba, che confermerebbe ulteriormente l’esistenza del villaggio di Nurechi.
L’unico dato certo è, tuttavia, la presenza di fondamenta murarie lungo il prospetto laterale, che denunciano invece la possibile struttura originaria della chiesa, di cui non esiste bibliografia. 
Il piccolo edificio, sorto in età medioevale, ha subito nel tempo diversi restauri e rifacimenti che ne hanno stravolto le caratteristiche originali. In epoca imprecisa si presume il prolungamento dell’unica navata, nel lato opposto rispetto alla facciata. Un intervento di cui si ha notizia certa è il restauro del 1954 che ha interessato la copertura, modificando radicalmente la tipologia originale (copertura lignea a doppia falda). L’antico tetto venne asportato e sostituito da una struttura piana in laterocemento, sorretta da travi ribassate poggianti su pilastri in cemento armato inseriti nella parte interna della muratura; tuttavia, queste operazioni hanno contribuito ad impoverire l’ambiente.
[Caterina Pinna]

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