Spazio negativo. Rachel Whiteread

Rachel Whiteread solidifica ed espone lo spazio funzionale di oggetti e ambienti d’uso rendendolo inaccessibile e vanificandone lo scopo.
Nell’opera che l’ha resa celebre, House, di una tradizionale casa a schiera inglese viene fatto un calco in cemento dell’interno di tutti i tre piani che la compongono, dove è possibile tutti i tipici elementi delle abitazioni inglesi, dal bow-window, alle finestre a ghigliottina, alle stanze mai troppo spaziose.

Il risultato è una scultura monumentale e cieca che prende il posto della casa precedente, posta in piena città e visibile a tutto tondo. L’operazione nasce in seguito alla decisione di demolire gli edifici di un’intera strada già ampiamente distrutti da un bombardamento della seconda guerra mondiale per rinnovare il quartiere.
Il rinnovamento viene visto in questo caso come cancellazione, come rimozione di un’esperienza traumatica a favore di un intervento che non mantenga alcuna memoria del passato.

Il lavoro della Whiteread si oppone a questo intervento demolitorio mostrando ciò che le pareti nascondono, il volume del vuoto, la capacità di spazio.
La casa, guscio e riparo familiare, luogo privato, non pubblico per definizione; viene spogliata di ciò che la rende tale per materializzarne l’interno. L’interno di una casa è testimone della vita intima delle persone che la abitano, delle abitudini e del tempo trascorso.
L
’opera della Whiteread invece è muta, non racconta niente. Il vuoto dell’interno è una fortezza più inespugnabile delle semplici pareti finestrate. Non è presente alcuno spiraglio, il grigio del cemento risulta indecifrabile e opprimente, restituendo quasi un senso di squallore.

Il concetto di vuoto è entrato a far parte delle ricerche artistiche occidentali dalla nascita dell’astrattismo e con maggiore ricorrenza dal secondo dopo guerra. Spesso le opere che indagano questo tema si riferiscono all’idea orientale di vuoto che non ha una connotazione negativa come invece lo aveva tradizionalmente nella cultura occidentale. In questo caso invece il vuoto è riempito annullandole ogni potenziale positivo, l’opera ottentuta in negativo nega qualsiasi possibilità di utilizzo.

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