Pecore, terra e idee anomale nella nuova sede della Fondazione Baruchello a Roma

Nel cuore di Roma ha di recente inaugurato Start Up Quattro agenzie per la produzione del possibile, la mostra che è forse da considerare più una sfida, un trampolino di lancio di una rinnovata visione e dimensione artistica della storica Fondazione Baruchello, nata nel 1988 e attiva nella bellissima cornice del Parco Vejo, per volontà dello stesso Gianfranco Baruchello e Carla Subrizi. L’esposizione inaugura inoltre una nuova dimensione che tende a riportare in evidenza l’intrinseca unione della Fondazione con il cuore della città capitolina, Monteverde vecchio.

In un connubio di arte, economia e agricoltura, tipica della ricerca di Gianfranco Baruchello, intramontabile capostipite dell’arte contemporanea italiana, Start Up si pone come un vero e proprio progetto sperimentale in cui lo spettatore è chiamato a interagire, partecipare a una sorta di “gioco” che ha come scopo principale una riflessione sulle infinite possibilità dell’arte di diventare il territorio fertile su cui sviluppare e proporre visioni immaginarie, utopiche, ai confini del possibile. Incentrata su aspetti legati anche al mondo dell’economia, il progetto si struttura in quattro agenzie: quella della pecora portatile simbolo di mitezza; Earth Exchange, progetto già avviato nel 2014, che consiste in uno scambio di un metro cubo di terra della Fondazione con altrettanti di altri luoghi culturali in tutto il mondo; l’agenzia dell’oggetto anomalo e, infine, quella dell’utopia. Lo spettatore, facendo il suo ingresso nello spazio, si trova immediatamente accolto in un ufficio in cui lavoreranno le quattro agenzie, il cui compito è rendere realtà ciò che viene proposto. Un work in progress alla costante ricerca d’innovazione e cambiamento.

Accedendo alla prima stanza ci si ritrova subito in un’altra dimensione. Circondati da un pascolo di pecore di sagoma lignea, numerate e timbrate, come se si trattasse di veri e proprio oggetti in vendita. Il pubblico può decidere di essere e rimanere spettatore o diventare un vero pastore “adottando” una delle pecore del gregge ridefinendone costantemente il concetto e il significato. Le altre stanze ripropongono ambienti di laboratorio per lo scambio di terra o vere e proprie esposizioni di progetti anomali, particolari, impossibili da trovare in commercio. Il percorso si conclude nella totale immersione di un mondo utopico, fatto di rumori della terra e immagini notturne di boschi e piante, in cui si è invitati a sedersi per potersi immergere in toto e assaporare aspetti del creato, astraendosi per un attimo dalla quotidianità e dimenticandosi dei rumori cittadini.

Accanto al supporto artistico dello stesso Gianfranco Baruchello, mente e ideatore di tutto il progetto curato da Maria Alicata e Carla Subrizi, altri artisti sono stati invitati a prendere parte al progetto proponendo idee anomale e stravaganti. Da Elisabetta Benassi a Cesare Pietroiusti e da Antoni Muntadas a H.H. Lim, sono sedici i nomi che si susseguono nelle sale della nuova sede in via del Vascello 35, ridefinendo e ampliando le prospettive artistiche che la Fondazione ha deciso di intraprendere. Con una nuova sfida, la grande mente artistica di Baruchello plasma un nuovo universo, una seconda vita, che da Via di Santa Cornelia si sposta a Monteverde per ampliare la propria ricerca anche in altri campi dell’arte con una comune volontà di base: la sorpresa.

 

 Gianfranco Baruchello,earth exchange, 2016(artribune.com) Fondazione Baruchello, 2016, (foto dell'autrice) Fondazione Baruchello, Oggetto anomalo, 2016(foto dell'autrice) Gianfranco Baruchello, Ufficio adozione della pecora, 2016 ( foto dell'autrice) Gianfranco Baruchello, Ufficio adozione della pecora, 2016(foto dell'autrice)

 

Fondazione Baruchello

Via del Vascello, 35

00152, Roma

Info

Lunedì chiuso

Dal Martedì al Venerdì, ore 16.00 – 19.00

Ingresso gratuito

 

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