Stessa spiaggia, stesso mare: il ritorno di Cristiano Carotti alla White Noise Gallery

Il mare nell’antichità aveva una connotazione negativa: era simbolo di caos primordiale, di morte, ed era visto come un luogo popolato da terribili mostri. Oggi, nel 2018, sembra proprio che nell’immaginario comune sia tornato ad avere lo stesso significato. I mostri che minacciano e infondono paura, però, non sono tritoni o serpenti giganti, ma i migranti. Nella mostra Stessa spiaggia, stesso mare, alla White Noise Gallery di Roma fino al 22 dicembre, Cristiano Carotti – artista visivo attivo anche nel campo del video, della musica e della performance – riflette su questo discorso, indagando le reazioni che i più recenti flussi migratori del Mediterraneo provocano nell’opinione pubblica e la nuova percezione del mare nella società italiana ed europea.

Con questa mostra Cristiano Carotti prosegue una ricerca sulle dinamiche sociali e sulle loro derive più estreme portata avanti da diversi anni. Già nel 2016, con la personale Dove Sono gli Ultrà, che aveva inaugurato la sua presenza alla White Noise Gallery, attraverso l’analisi dei simboli delle tifoserie calcistiche l’artista aveva fatto emergere il senso di sconfitta della razionalità occidentale in favore di dinamiche tribali, in una profonda riflessione sulla crisi dei modelli di democrazia occidentale. Con Stessa spiaggia, stesso mare Carotti dimostra ancora una volta alla White Noise – che nel frattempo ha cambiato sede, trasferendosi dalla periferia al cuore di Roma – di essere un artista consapevole della complessità del presente e in grado di analizzare con estrema lucidità i fenomeni che permeano la realtà contemporanea.

La mostra, a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti, raccoglie più di venti opere dell’artista. Nella sala principale, ad esempio, sono esposte diciotto sculture in ceramica (Scilla I-XVIII, 2018) rappresentanti minacciose creature dalla testa di lupo e il corpo di serpente marino e l’olio su tela Shipwreck of the Birds (2018), ispirato a La Zattera della Medusa di Théodore Géricault, mentre al piano inferiore troneggia la scultura Cariddi (2018), raffigurante un curioso mostro moderno, metà sirena e metà culturista.

Opera simbolo della mostra, però, è Seagull SS17 (2018), un’installazione “in grado di mostrare la doppia faccia dei nuovi fenomeni xenofobi legati ai movimenti populisti”. Si tratta di un paradossale pedalò armato: strumento rozzo ed inappropriato, ma al contempo pericoloso e minaccioso, che da icona nazional-popolare simbolo delle ferie d’agosto si trasforma per mano dell’artista nell’arma perfetta per il cittadino qualunque, travolto dalla paura e dall’odio verso i migranti e convinto perciò di dover affrontare un mare nuovamente pieno di mostri.

 

 

Cristiano Carotti – Stessa spiaggia, stesso mare

Fino al 22 dicembre 2018

White Noise Gallery
Via della Seggiola, 9

Roma

 

www.whitenoisegallery.it

 

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