Summer Time, Malacarne a Roma

Nella poetica degli elementi l’acqua ha da sempre rappresentato sacralità e purificazione, la virtù assoluta da cui ogni cosa trae fondamento e origine, il caos primigenio da cui scaturisce il cosmo. Secondo Talete tutto nasce dall’acqua. L’acqua come origine di ogni cosa, del tutto che ancora non esiste ma è in divenire, l’immersione nell’acqua come regressione alla non vita e l’emersione come un nascere di nuovo.
Da qui, l’applicazione della simbologia del rito dell’immergersi all’individuo singolo e la trasposizione anche al battesimo, inteso come morte e rigenerazione per il tramite della fede del nuovo uomo. I tempi moderni sono gestiti dalla psicanalisi secondo la quale l’acqua nel sogno rappresenta, secondo Freud, la fisicità materna, mentre per Jung
sonda l’inconscio misterioso.
Malacarne
Quindi il nuoto, attraverso il quale più laicamente, assiri, indiani, romani rigeneravano lo spirito e tempravano il fisico, come evidente in straordinari bassorilievi, affreschi e mosaici. In epoca molto più recente il fascinoso Byron sollecitava le eccezionali capacità natatorie per il giovamento romantico e soprattutto delle dame sue ammiratrici nei circoli –  letterari e non –  di mezza Europa.
I Costruttivisti 
identificano nuoto e idoneità fisica nel segno del benessere e del progresso sociale. 

Probabilmente conscio ed inconscio di Malacarne sono intrisi, in tutto o almeno in parte, di tali dati quando si riferisce a figure che non sembrano nuotare bensì fluttuare.
L’iconografia di adolescenti che nuotano sembra palesarsi come il pretesto per la rappresentazione di una gravità particolare, soggettiva: più che in acqua i bagnanti sono immersi in un fluido, è liquido ma potrebbe essere aria e cielo.
Malacarne
Elementi che avvolgono la fisicità-materia e che permettono loro di vivere di gravitazione propria, elevandosi. La tela delimita l’acquario personale dell’artista in cui le figure levitano in un insieme coreutico, una danza orchestrata dalle armonie del nuoto, dove i flussi dell’acqua avvolgono i corpi e marcano le note attraverso il tocco pittorico, nel tratto-colore che parte dalla ricerca di fin de siecle poi dipanandosi, musicalmente con Debussy. Malacarne esercita raffigurazione e impianto come tastiera, la timbrica a volte è dolce, a volte appare decisa e violenta, nella naturale confusione tra visione, sonorità, percezione.
Ma è lo studio su levità e leggerezza quello in cui sembra concentrarsi l’artista, i corpi seguono piani e linee di galleggiamento aeree, le atmosfere sono morbide, l’elemento motorio si confonde nell’energia generale, avvolgente, metafisica. Malacarne sente le trasparenze dell’acqua e sembra ricercare, nel gesto di chi la trascorre, calma e sospensione, pur nelle sollecitazioni idrodinamiche.
E poi l’evidente indagine sulla luce, il rapporto tra la stessa e la fotografia, la rifrazione ed il confronto con l’immagine, sempre e comunque bidimensionale.Immagine emergente, della mente e di quel mondo.
L’immagine fluttuante.
Fino al 30 Settembre 2016
lun. ven. 10.30/13.00 – 16.30/19.30
sabato e domenica su richiesta
Pausa estiva dal 6 al 28 agosto.

Via Paola 23, Roma

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