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Bodies Exhibition”. Veri Corpi Umani. A Cagliari da 26 al 28 aprile 2019

Fin dai tempi antichi l’uomo ha mostrato interesse verso il corpo umano. Se Leonardo da Vinci e Michelangelo, tra Quattrocento e Cinquecento, svolsero attenti studi sull’anatomia umana, per mezzo dell’osservazione dei cadaveri, per poter dipingere e scolpire le imponenti opere d’arte note a tutto il mondo, più tardi invece Clemente Susini, ceroplasta vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento, rese omaggio all’anatomia umana realizzando delle sculture in cera, conservate nel Museo delle cere anatomiche Clemente Susini di Cagliari, in virtù delle quali è possibile ammirare la composizione del corpo umano.
Immaginiamo però di non volerci più limitare all’osservazione del corpo dell’uomo solo attraverso forme d’arte quali la pittura e la scultura, compresa l’arte della ceroplastica. Come possiamo ammirare il nostro corpo “dall’interno”? La soluzione a questo quesito è stata data da Gunther von Hagens, anatomopatologo tedesco, inventore, alla fine del Novecento, della plastinazione, una tecnica di conservazione del corpo resa possibile attraverso la disidratazione e poi l’inserimento di polimeri di silicone, un metodo che rende i cadaveri inodori, rigidi e senza mutamenti di colore.
I corpi plastinati di Gunther von Hagens sono stati esposti in diverse città del mondo grazie a mostre itineranti. Ora è giunto il turno della Sardegna, che dal 26 al 28 aprile 2019 presso il T-Hotel di Cagliari ospiterà la mostra “Bodies Exhibition”. Veri Corpi Umani. L’esposizione si divide in diverse sezioni trattanti tematiche differenti, come lo scheletro e l’apparato motorio, il cervello col sistema nervoso, il cuore e la circolazione sanguigna, il sistema digestivo, i polmoni con il sistema respiratorio, i reni con le vie urinarie, gli organi sessuali e gli organi sensoriali. La mostra cagliaritana darà uno spazio particolare al tumore, con l’esposizione di pezzi autentici, presentazioni multimediali e tabelle didattiche legate al tema. Le altre tematiche trattate riguarderanno l’AIDS, l’alcool, il fumo e la donazione degli organi.

Dal 26 al 28 aprile 2019
Cagliari
T-Hotel
Prezzi d’entrata presso la cassa in loco:
Bambini fino a 4 anni: gratis
Allievi e studenti: euro 15
Adulti: euro 20

Body Worlds: il cadavere che diventa opera d’arte

Il corpo umano, fonte di studio e riflessione per artisti e anatomisti del Rinascimento, è il mezzo di cui si serve Gunther von Hagens, anatomopatologo tedesco, per creare le plastinazioni, realizzate con una tecnica brevettata nel 1977 che garantisce la perfetta conservazione di organi e tessuti tramite la sostituzione dei liquidi corporei con polimeri di silicone. Si tratta di autentici corpi umani donati alla scienza da persone che decidono di offrire il proprio corpo per la plastinazione e l’esposizione nelle mostre Body Worlds attive in tutto il mondo, senza la presenza di dati anagrafici che permetterebbero di riconoscere l’identità del defunto.

Cosa può esserci di artistico nei cadaveri esposti alle mostre Body Worlds dal momento che lo stesso von Hagens nega qualsiasi rapporto tra corpi plastinati e opere d’arte? Come si può negare l’inserimento dei corpi plastinati nella sfera dell’arte contemporanea se già nel Catalogo dell’esposizione vengono citate analogie tra opere d’arte intese in senso tradizionale e i plastinati? Si consideri l’opera Il cardiochirurgo (2007), una plastinazione che consta dell’utilizzo di due corpi umani, uno disteso mostrante i segni di un’operazione a cuore aperto eseguita quando il soggetto era ancora in vita, l’altro collocato in prossimità del primo corpo citato, reggente un cuore nella mano destra. A quale celebre opera potrebbe essersi ispirato il demiurgo tedesco per plasmare la sua plastinazione? La risposta si trova proprio nel Catalogo dell’esposizione, La lezione di anatomia del Dr. Tulp (1632) di Rembrandt, che ritrae il sindaco di Amsterdam, nonché chirurgo, mentre seziona l’avambraccio di un cadavere.

I visitatori delle mostre sono motivati a visitare le esposizioni non solo per trarre insegnamenti relativi all’anatomia e alla tutela della salute, di cui spesso la rassegna Body Worlds si fa promotrice con campagne anti-fumo, ma soprattutto perché sono catturati dall’attrazione estetica e dal forte impatto emotivo esercitato dai plastinati in pose plastiche, caratteristiche di cui sono privi gli oggetti scientifici.

Fonte di commozione e riflessione per il pubblico è la Gravida distesa (1999), un autentico corpo femminile all’ottavo mese di gravidanza, che offre al pubblico la possibilità di osservare il miracolo della vita e che è impossibile non collegare alle Veneri dei grandi pittori veneti del Cinquecento.

Se artisti come Leonardo, Michelangelo e Rembrandt si sono dedicati allo studio dell’anatomia per essere riprodotta grazie al disegno, con Gunther von Hagens l’anatomia umana, lo stesso corpo umano, riconquista la “vita” dopo la morte, i corpi dei donatori vivranno in eterno assumendo pose plastiche che permetteranno al pubblico di osservare la complessità dell’anatomia umana nonostante la morte abbia portato via per sempre la loro vita. Non occorre essere in vita per fare del proprio corpo un’opera d’arte, col von Hagens e col sussidio della scienza si è andati oltre le Sculture viventi di Piero Manzoni e oltre la Body Art, il corpo umano ha assunto, proprio grazie alla condizione offerta dalla morte, delle nuove forme, facendo riflettere lo spettatore sulla preziosità della vita e sulle potenzialità che offre il corpo di ciascun individuo, nonostante non sia più in vita.