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C-CUT Homo Ab Homine Natus. La terza personale di Francesco Vezzoli alla Galleria Franco Noero

Tra la fitta agenda di eventi che ha invaso Torino durante la fiera dai numeri strabilianti di quest’anno, Artissima, una particolare menzione merita la mostra C-CUT Homo Ab Homine Natus, di Francesco Vezzoli presso la Galleria Franco Noero. Piazza Carignano, ha infatti accolto per la terza personale dell’artista, un ambientazione noire, con riferimenti chiari al cinema horror degli anni ‘70, che si lega profondamente con la Torino occulta di quegli anni. L’allestimento si è da subito adattato agli splendidi spazi interni del palazzo dove è ubicata la galleria. La mostra parte da un hambient con neon rossi che accompagnano il cammino dello spettatore preparandolo più che visivamente, mentalmente, all’opera C-CUT una scultura di un milite romano, dalla cui schiena con uno squarcio appare una testa in bronzo, anch’essa citazione di copie d’epoca romana, tardo repubblicana. L’opera ruota in maniera lenta, inquietante, come se si trattasse di un carillon a grandezza naturale, introducendo un’azione improbabile o forse dai tratti eccezionali: un parto di un uomo da un altro uomo.

Nell’irriverenza formale ed estetica che rappresenta un dato imprescindibile dell’operato artistico di Vezzoli, si incatena ancora una volta un’arte fatta di citazioni e richiami a un mondo antico, con pregi e difetti, che si reinventa e ripropone sotto gli occhi degli spettatori sotto molteplici forme. Nel caso di C-CUT, è chiara la connessione con la pratica della copia, diffusa in epoca romana e considerata come disgrazia e testimonianza, come lati di una stessa medaglia. Era anche pratica diffusa, l’utilizzo di dettagli contemporanei al tempo del committente dell’opera che si stagliavano in modo tante volte evidente nel rifacimento della scultura. Allo stesso modo, il taglio profondo che dilata e squarcia la schiena del milite è un riferimento estetico ai tagli di Fontana. Un concetto spaziale che Vezzoli adatta, ancora una volta, come rilettura di una precisa necessità: possibili aperture verso un’altrove e la scoperta di un infinito.

Vezzoli che come pratica diffusa si occupa di interventi estetici caratterizzati da ironia sarcastica e humor, ancora una volta reagisce al vecchio con un’estetica delle plastiche arbitraria, ancora una volta sfrontato, ma incessantemente ancorato a elementi indiscutibili e che hanno le loro radici in un passato, nemmeno troppo remoto. L’opera diffusa di Vezzoli, fa riflettere su un infinito che ha mille sfaccettature, induce a imparare a non soffermarsi sul superficiale, ma con caratteri quasi ludici, spinge ad andare oltre con l’immaginazione, facilitando collegamenti e spaziando da una forma d’arte a un’altra mantenendo ben chiaro il ruolo dello spettatore. L’essere umano, homo inter homines, è l’elemento centrale attraverso cui questa composizione arbitraria e, superficialmente, illogica prende vita e si attiva, in una contingenza di forme, l’opera si trasforma in una dimensione temporale sospesa che si espande all’infinito.

 

 

Francesco Vezzoli

C-CUT Homo Ab Homine Natus

fino al 12 gennaio 2019

Galleria Franco Noero

Piazza Carignano 2, Torino

Orari: dal martedì al sabato, h 12.00 – 20.00

Ingresso libero