Articoli

Gli orizzonti della percezione. Personale di Antonio Milleddu

La Ruota della Fortuna è lieta di presentare la mostra di pittura dell’artista locale Antonio Milleddu, dal titolo Gli orizzonti della percezione, presso la locanda Aurora di Cagliari, in piazza Yenne, in mostra sino al 15 novembre 2017.

Un risultato con una forte e tangibile espressione del pensiero dell’animo umano, una materializzazione del vissuto personale dell’artista. Antonio Milleddu ha cercato di attraversare e varcare quel sottile confine che separa ciò che vede l’occhio da ciò che vede la mente, passando dalla consapevolezza dell’essere umano. Si tratta di una conoscenza del linguaggio dell’arte legato alla storia e ai vissuti di ognuno di noi. Nei suoi lavori attraverso una fusione di colori e di luci abbiamo una rappresentazione di stati d’animo, un vissuto interiore, sfigurato dal tempo, che esprime allo stesso modo energia, dinamismo, con un risultato oggettivamente suggestivo.

Il pubblico coinvolto ha il progetto di interpretare in chiave eloquente le opere, diventando come parte integrante di esse.

Un’arte studiata nelle forme, con uno spiccato senso del realismo e un innato senso dell’osservazione. Lo sguardo è attratto dai colori brillanti, che rafforzano questo lavoro, basato sull’analisi personale dell’artista. Una componente naturale nel comunicare il mondo interiore del vissuto quotidiano è presente nel lavoro del Milleddu, ove è evidente un lavoro ricco di passione, con un entusiasmo volto alla crescita interiore del protagonista. L’esperienza pittorica è un presupposto che risulta essere la chiave della vita matura dell’uomo.

In questa mostra l’autore mostra le ragioni della trasformazione da una visione del mondo essenzialmente umanista volto al pregiudizio della decadenza, a una concezione più spirituale e astratta. Le esperienze traversali in campo artistico hanno permesso di varcare e conoscere il confine dell’animo artistico, spesso turbato dal vissuto quotidiano. Il percorso artistico nasce dall’esigenza di catturare lo sguardo dello spettatore che deve saper comprendere fino in fondo le radici del suo male. I colori sgargianti rafforzano il carattere dell’esposizione, una parte fondamentale che ha contribuito alla nascita della mostra, che è un percorso ricco di passione ed entusiasmo.

 

 

Info: Cagliari, associazione culturale “la ruota della fortuna” LocandAurora

Fino al 15 novembre

Dalle 10,00 alle 20,00

 

Tiziana Contu alla Gallery Pma – Momenti

Tiziana Contu, esponente di spicco della fiber art italiana, ritorna alla galleria PMA di Cagliari, in via Napoli 84, con una nuova mostra dal titolo Momenti. Cose che già esistono, il loro ricordo e la ricerca del nuovo.

Il percorso artistico dell’artista nasce con la tessitura, col maestro Paolo Marras. Capisce che la tessitura è studio, matematica e precisione, oltre che atto creativo, e come la musica e il canto, ha bisogno di un lungo tempo di studio e applicazione. Così l’esperienza e la passione per la fiber art ha portato Tiziana ad andare oltre: attraverso un processo che attinge al ready made rettificato dei Dada, inizia a lavorare con oggetti dimenticati, a volte scarti di modesto valore, che lei riassembla per dare nuova vita a questi frammenti: molle, ingranaggi, stoffe, giocattoli, pietre, legni, ritagli di giornali e fotografie. Questi pezzi, montati su una struttura impreziosita da ricami con fili di rame, cotone, seta e parti metalliche, diventano conduttori di calore umano: sentimenti, emozioni, ricordi, dubbi, fragilità.

L’opera che Tiziana Contu ha scelto come icona per questa mostra, Si salvi chi può, è un’intelaiatura di ferro da cui pendono delle barchette di carta, come quelle che si facevano da bambini. La carta con cui sono realizzate è stampata in caratteri arabi. Tutto ha un senso: le barche su cui fuggono i profughi somali, siriani, libici, sono fragili come barche di carta. Fra le barchette ci sono dei brandelli di stoffa sporchi, insanguinati. Fragilità. La fragilità del filo di ferro arrugginito che tiene le barche altro non ricorda se non la ruggine che persiste fra le nostre diverse culture. Tiziana Contu mette in scena un caleidoscopio di umanità, che rivela le storie personali nella storia collettiva.

 

 

INFO

Da venerdì 6 a sabato 21 Ottobre 2017

dal martedì alla domenica, dalle 17:00 alle 21:00

Gallery PMA, Via Napoli 84, Cagliari

Vernissage: Venerdì 6 Ottobre, ore 19:00

Street Art e Murales: le immagini di via San Saturnino a Cagliari. Galleria a cielo aperto nella Villanova più nascosta

La città di Cagliari a due passi dal Terrapieno di viale Regina Margherita, presenta al pubblico un’esposizione di graffiti, un’arte non legata in maniera specifica allo studio all’interno di una galleria, ma concepita sullo sfondo di emozioni personali, una forma di denuncia, di critica della società. Una passeggiata circondata dai murales più belli, la città si presenta come una tela sulla quale gli artisti hanno usato le bombolette al posto dei pennelli, dando vita a una parte di vita e animando una parte di un quartiere senza anima.

Attraverso le immagini è subito chiaro che non si tratta di arte di cattivo gusto che imbratta le mura della città, ma di una vera e propria esplosione artistica. La mostra s’inserisce all’interno del paesaggio, un incontro tra il genio degli artisti e la loro personalità, invitando il pubblico alla scoperta di un altro modo di vedere l’arte, senza barriere di una galleria.

Volti, creature fantastiche fatte di tinte sgargianti sono un piacere per lo spirito e gli occhi. Gli autori di queste opere sono spesso anonimi, o meglio le loro personalità, perché nella maggior parte dei casi la loro firma è nascosta in maniera indecifrabile nei murales, nei graffiti.

Il quartiere di Villanova può sfoggiare un volto nuovo, poco conosciuto, che fa aggiungere la bellezza alla bellezza. Un’espressione di sintesi del pensiero e dell’animo umano. Un confine sottile che separa ciò che vede l’occhio da ciò che vede la mente, attraverso una fusione di colori e prospettive, rappresenta stati d’animo, un vissuto interiore, esprimendo al tempo stesso dinamismo ed energia.

Una mostra che si può toccare con mano e decidere, secondo il proprio gusto, se quei muri sono meglio con o senza murales. Una cosa è certa si è cercato di attraversare quel confine che separa l’arte dalle regole dall’animo umano considerandolo una forte tangibile espressione e materializzazione del pensiero dell’artista.

 

Francesco Zizola “Sale, Sudore, Sangue”. Un racconto fotografico tra phatos e tradizione

Fino al 17 Settembre 2017 sarà possibile visitare presso la Sala Volta dell’EXMA di Cagliari la mostra del fotografo, pluripremiato a livello internazionale, Francesco Zizola dal titolo Sale, Sudore, Sangue che mette in scena scatti in bianco e nero realizzati negli ultimi cinque anni nelle tonnare sarde del sud Sardegna, tra Portoscuso e Porto Paglia. La mostra fa parte di un più ampio progetto Hybris che indaga e analizza i limiti dell’uomo rispetto agli elementi naturali e all’ambiente che lo circonda.

Ecco perché Zizola sceglie di fotografare uno spaccato della Sardegna differente dai soliti clichè ma incentrato su un rituale di pesca antico e inusuale ai giorni d’oggi, la mattanza, che seppur cruento rispetta in tutto e per tutto la vita e l’ecosistema marino. Una pesca selettiva e concentrata in un breve periodo di tempo, un’antica pratica che rischia di scomparire a causa della pesca intensiva di tipo industriale.

Negli scatti di Francesco Zizola emerge in modo evidente quel forte legame di sangue, quella forte relazione simbiotica tra i pescatori ed il mare. Foto in bianco e nero che riescono a farci entrare nella scena e vivere appieno le fasi di questo “rito”, regalandoci emozioni, intensità e phatos.

Un racconto fotografico che si concentra sulla forza del gesto e dello sguardo, riuscendo a valorizzare appieno un mestiere duro e sempre più in estinzione come quello del pescatore, ma che allo stesso tempo permette di inabissarsi nell’infinito del mare.

Francesco Zizola è nato a Roma nel 1962, si è laureato in antropologia e ha cominciato a occuparsi di fotografia in modo professionistico nel 1981. Oggi è tra i fotografi italiani più famosi e apprezzati a livello internazionale: negli anni le sue fotografie sono apparse su riviste e giornali di tutto il mondo ed è stato premiato World Press Photo– tra cui nel 1997 per la miglior foto dell’anno – e sei volte al Picture of the Year Internation. Ha pubblicato diversi libri e le sue fotografie sono state esposte in molte città d’Europa. Zizola è tra i fondatori dell’agenzia fotografica Noor e ha aperto il centro per la fotografia 10b Photography, a Roma.

 

Sardegna. 18 giugno 2016.
Un tonnaroto comincia a eviscerare un grande esemplare di tonno rosso appena pescato. Le interiora del tonno saranno distribuite nel mercato alimentare mondiale.
© Francesco Zizola

Tonnara di Porto Paglia, Sardegna, 3 giugno 2016. I tonnaroti tirano la leva mentre i tonni iniziano la loro ultima danza nella camera della morte.
Tonnara of Porto Paglia, Sardinia, 3 June 2016
Tonnaroti pull the nets while the tuna start their last dance in the chamber of death.

Tonnara di Porto Paglia, Sardegna, 18 maggio 2017. Dopo una giornata di duro lavoro i tonnaroti si apprestano a tornare al porto.
© Francesco Zizola

 

Cagliari

Fino al 17 settembre 2017

EXMA, Sala delle Volte

Cagliari sotto

Al Search, sede espositiva archivio storico comunale, è allestita la mostra fotografica di Marco Mattana, Cagliari Sotto, visitabile fino al 17 settembre, che racconta la storia di una città nascosta sotto l’asfalto, sotto i nostri occhi.

Un viaggio per scoprire la storia di una città celata dai sensi, nascosta, che sfugge da ogni indagine. Lo spettatore è conquistato dal suo fascino, dalle strade allegre e animate, fino ad arrivare al suo cuore immaginario, dove l’allegria si fa ovattata, silenziosa e la luce si spegne in un’oscurità carica di segni e trasmette un fascino irresistibile.

Un viaggio affascinante, grazie alla luce dell’eccellente fotografia, che esalta la presenza discreta umana.

Riuscendo a far emergere dal buio l’anima dei luoghi, a catturare quelle atmosfere che emanano una scossa elettrica impalpabile, che fanno fare un salto nel tempo dentro una visione onirica, proiettano lo spettatore in una dimensione sensoriale.

Il percorso artistico viene proclamato con una brutale immediatezza visiva, ci denuda dal messaggio principale, riduce all’essenziale le fotografie al fine di esaltare il significato. La mostra comunica con un linguaggio diretto, tale che chiunque giunge a un’immediata comprensione.

Il percorso artistico attraversa la storia della dominazione della nostra città, dai fenici agli spagnoli, passando per la Karalis dell’impero Romano, per terminare con una città che cerca riparo dalle bombe degli alleati. Sotto le rocce, un possibile rifugio di salvezza. Una testimonianza d’arte, segnata da conflitti e contrapposizioni.

La manifestazione evidenzia la fotografia come visione oggettiva e soggettiva di un patrimonio attraverso l’obbiettivo. Il messaggio di questa esposizione è adattata a tante situazioni, diverse in realtà, realizzati per assicurare un ricordo, o a un’interpretazione riferita a un sorriso forzato di una città sofferente, che cerca di rinascere dalle torture subite.

Sono illustrazioni di un viaggio attraverso la memoria di chi ha vissuto quei tempi. Marco Mattana vuole ricostruire un realismo di una rinascita, l’affacciarsi di una nuova humanitas.

 

 

Fino al 17 settembre

Cagliari

Luogo: Search spazio espositivo comunale

 

Costo del biglietto: ingresso gratuito

 

Tutti i giorni

Ivan Pili. Solo exhibition

Fino al 7 agosto 2017 si terrà nel Palazzo Comunale di Assemini la mostra del maestro, appunto, asseminese Ivan Pili, già musicista di livello internazionale, ora alla sua prima volta in Sardegna in qualità di artista figurativo.

Profondo conoscitore della storia dei popoli, si è dedicato da pochi anni alla pittura ricevendo in brevissimo tempo consensi in tutto il mondo. Bruciando letteralmente le tappe, ha esposto in personali e collettive in Italia e all’estero conseguendo vari riconoscimenti e premi. I suoi lavori fanno parte di alcune importanti collezioni Statunitensi, inglesi e negli Emirati Arabi. Da ricordare, in particolare, le mostre alla Reggia di Caserta ed al Castello di Chantilly.

Studioso raffinato la cui pittura colta è densa di significati simbolici, si impone in tutta la sua potente e carismatica essenza. Con profondità d’indagine ed attenta adesione storica, Pili cala le sue sobrie composizioni in atmosfere dal taglio quasi surreale per certi accostamenti inattesi eppure studiati nel particolare, con l’intento di svelare ciò che si cela dietro ed oltre l’apparenza delle cose. Da scene il cui richiamo quotidiano e, talvolta mitologico diviene spunto, quasi pretesto per una riflessione su tematiche di attualità, alla rappresentazione di episodi oltre l’essenziale come lo straordinario ciclo delle Muse, lavoro ripreso in più tempi in virtù di uno studio di tecniche elaborate mediante fasi di sottrazione e successiva aggiunta di materia cromatica, fino ad ottenere un effetto iperrealistico vicino alla tridimensionalità.

Nella pittura di Ivan Pili scorre in tutta la sua prepotenza il percorso dell’umanità.

Dal 22 Luglio 2017 al 07 Agosto 2017

Assemini | Cagliari

Luogo: Palazzo Comunale

Enti promotori:

Assessorato alla Cultura di Assemini

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 3802640841

E-Mail info: ivan.pili@gmail.com

Sito ufficiale: http://ivanpili.com

Sale Sudore Sangue

Dal 18 luglio al 17 settembre la Sala delle Volte dell’EXMA di Cagliari ospita Sale Sudore Sangue, progetto originale di Francesco Zizola per Consorzio Camù e 10b Photography. In mostra le fotografie, scattate negli ultimi cinque anni da Zizola tra Portoscuso e Porto Paglia, che raccontano l’antico metodo di pesca del tonno rosso sviluppato nelle tonnare.
 
Le immagini di Zizola sono state pubblicate in tutto il mondo dalle più importanti testate italiane e internazionali. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International.
 
 
Cagliari
Sala delle Volte dell’EXMA
Fino al 17 settembre 2017

Omaggio a Klimt

L’associazione culturale La ruota della fortuna inaugura da sabato 8 luglio fino a venerdì 14 luglio a Cagliari, una mostra dedicata al più celebre pittore viennese, Gustav Klimt. La collezione è curata dal pittore Mauro Angiargiu e dalla pittrice Gabi Schunzel.

Viene rappresentato un mondo colorato e romantico, facendoci sognare e riempiendoci gli occhi di bellezza e poesia. Poesia come Klimt, che celebra l’esistenza umana, la minaccia della morte, con uno stile totalmente carico emotivamente e fortemente espressivo.

I due artisti creano un modo policromo con la loro arte di vedere Klimt, una sorta di enfasi che crea un’intensità di linguaggio dall’accentatura lieve di colore o dal gioco di luce e penombra.

Le loro opere creano una teatralità, un’ampollosità nel coinvolgere totalmente il pubblico, conferendo solennità e rilievo ai dipinti grazie all’uso combinato di miscele diverse di toni.

Nell’immaginazione dell’artista si crea la combinazione di tutti gli aspetti della personalità umana complessa ed enigmatica e allo stesso tempo ingenua.

Nella produzione artistica l’amore richiede azione e forza creativa con costante attenzione alla natura intrinseca del proprio artista.

Pittori come Angiargiu e Schunzel, creano passione e curiosità nei loro dipinti, coinvolgendo totalmente il pubblico, dando origine a un racconto avventuroso ed ironico ricco di sarcasmo nella loro arte, che è una chiave di lettura per comprendere il grande maestro viennese.

Sono quadri che si mostrano ricchi di elementi simbolici e mistici. Si crea uno spirito giocoso nella realizzazione delle opere, che si presentano a una lettura leggera e piacevole.

Una produzione artistica che alimenta la fantasia e desta curiosità, capace di sonare al pubblico una serenità, un ponte ideale con l’artista del passato che ha fatto la storia della pittura.

La collezione non segue un ordine cronologico ma quello visivo che è in grado di scaturire emozione, un ringraziamento al grande maestro austriaco da un’eleganza decorativa e mondi onirici.

 

Cagliari

L’esposizione permarrà fino al 14 luglio

Orari: 10-13 e 16-20

via Bacaredda 48/b

Paesaggio e identità. Storie di luoghi, di donne e di uomini / Collezioni di un “Secolo breve”. Il nostro Novecento

Palazzo di Città apre al pubblico con una veste rinnovata, nella quale il museo, che affaccia sul quartiere di Castello, accoglie la città, la vita e il paesaggio conferendo ampio respiro alla interazione tra gli spazi del quotidiano e dell’arte, in linea con l’iniziativa Cagliari paesaggio, alla quale si legano le mostre in programma.

Paesaggio e identità. Storie di luoghi, di donne e di uomini è il titolo che verrà articolato in due mostre: la prima, che si è inaugurata venerdì 30 giugno, presenta il tema attraverso le opere de Gli artisti della Collezione Civica Sarda. Si tratta di un’attenta selezione di opere dal corpus principale della collezione permanente, che spazia lungo il Novecento rimandando a un’idea e a una “auto” rappresentazione dell’Isola da parte dei suoi artisti. La mostra procede a ritroso nel tempo, a partire dall’opera di Maria Lai Come Daphne (1999), per la prima volta esposta al pubblico nell’atrio del museo, così da essere liberamente fruibile a tutti.

Paesaggio e Identità sono quindi declinati e approfonditi nelle radici della loro rappresentazione, attraverso le opere di Foiso Fois, Hoder Claro Grassi, Aligi Sassu, Ubaldo Badas, Giuseppe Biasi, Pietro Antonio Manca, Stanis Dessy, Melkiorre Melis, Costantino Nivola e Pinuccio Sciola, alcuni fra i più grandi maestri dell’arte in Sardegna.

Da luglio l’esposizione sarà arricchita dall’accostamento fra i nostri artisti e i grandi reporter dell’agenzia Magnum, presenti in mostra con le loro immagini di Sardegna, scattate fra gli anni ’50 e ’60 del Novecento. Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Werner Bischof, Leonard Freed, Ferdinando Scianna, che immortalarono l’Isola nel momento del delicato passaggio da una cultura tradizionale alla cosiddetta “modernità”. Paesaggio e identità. Storie di luoghi, di donne e di uomini. I grandi fotografi della Magnum in Sardegna sarà inaugurata il 21 luglio 2017.

Due mostre per comporre un solo paesaggio.

La Galleria Comunale d’Arte si presenta al pubblico rinnovata nell’allestimento Collezioni di un “Secolo breve”. Il nostro Novecento. Dal 1933 al 1999, infatti, il Museo Civico ha raccolto, nei tre nuclei  Collezione Sarda, Collezione Contemporanea e Collezione Ingrao, le testimonianze d’arte di un secolo “breve”, secondo  la definizione di Eric H. Hobsbawm segnato da conflitti e contrapposizioni  contrapposizione fra sistemi economici e politici.
Preceduti dalla pittura d’Accademia, i capolavori di Giacomo Balla e di Umberto Boccioni, preludio all’avanguardia futurista, sono esposti nella sala dedicata al Divisionismo e al successivo Futurismo. Cpon questi dialogano le sculture di Francesco Ciusa, riunite in una sala dedicata.
Le sperimentazioni accolte da Ugo Ugo fra il 1968 e il 1974 fanno irruzione nella sala centrale del piano primo, evocando la forza dirompente che ebbero i movimenti artistici del secondo Novecento sulla compostezza delle espressioni d’arte figurativa, ampiamente testimoniata dalla Collezione Francesco Paolo Ingrao.
L’allestimento propone una lettura unica, nella quale convive una grande varietà di stili, dove nessuna delle opere e degli autori prevale sul resto, ma, di fatto, tutti compongono e conferiscono un senso dialettico al Novecento.
Le collezioni, sviluppate nell’asse temporale più pieno del secolo, restituiscono al pubblico espressioni di un’epoca, componendosi in un percorso che, pur all’interno di un quadro complesso e sfaccettato fatto di grandi passioni culturali e artistiche, usa l’arte come strumento emancipato di narrazione storica.

Un’ultima annotazione per i progetti appena avviati  al CARTEC, che si svilupperanno nel corso dei prossimi mesi con il supporto di un team di curatori e artisti: sono dedicati a Antonio Gramsci, uno dei più grandi intellettuali del Novecento.

 

 

Dal 30 Giugno 2017

Cagliari

Luogo: Palazzo di Città / Galleria Comunale d’Arte

Enti promotori:

  • Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura

E-Mail info: museicivici@comune.cagliari.it

Il silenzio dei paesaggi di Roberto Salgo

Paesaggi industriali, scorci di una città deserta, forse di giorno troppo chiassosa, una spiaggia invernale che sa di sturm und drang. Stiamo parlando di Roberto Salgo. Nato a Cagliari nel 1959, dopo alcuni reportage e collaborazioni con agenzie pubblicitarie si accosta alla fotografia a partire dal 1995.

Da qui in poi espone presso numerose mostre e concorsi fotografici, in cui arriva quasi sempre finalista. Collabora con riviste, mensili e quotidiani, nazionali e regionali, con agenzie pubblicitarie per la realizzazione di brochure, siti web e campagne pubblicitarie. È stato docente in corsi di fotografia su metodi e tecnica utilizzati durante i reportage. Qualificato come fotografo in tutte le sagre della Sardegna, è evidente quanto lui ami viaggiare, scoprire, osservare posti nuovi, ha viaggiato soprattutto in Africa e in Asia, «Quando ho visto degli uomini di una tribù africana guardare estasiati le immagini trasmesse da una tv, ho pensato: ecco come doveva essere stato anche per noi, 60 anni fa, vedere delle storie dentro una scatola». Da questo viaggio infatti nasce il reportage fotografico in Sud Sudan, Kenia e Uganda, in collaborazione con Argonauti Explorers per la rivisitazione e ristampa del libro Equatoria 12° parallelo.

Le sue aree di interesse più recenti sono l’architettura, urbana e industriale, un esempio è l’opera Dighe della Sardegna, esposta presso il Bastione di Sant Remy di Cagliari. Frammenti di vita quotidiana, la frenesia della città descritta con un tocco di futurismo: un tram cha a tutta velocità taglia l’immagine, il silenzio dei macchinari delle fabbriche chimiche, insomma paesaggi che, diversi dal solito e differenti tra loro, mostrati assieme esprimono quasi un senso di isolamento: manca sempre l’uomo. Protagonisti indiscussi delle opere di Salgo sono dunque i paesaggi, la natura, e un tuffo nel sublime romantico.