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Caravaggio Experience

Il Gruppo MilanoCard, in collaborazione con il Comune di Desenzano e MedialArt, presenta, da lunedì 13 maggio a domenica 20 ottobre 2019, Caravaggio Experience, un viaggio esplorativo ospitato nella cornice del Castello di Desenzano alla scoperta delle tecniche, dei temi e dei segreti di uno dei più grandi innovatori della storia dell’arte.
Grazie alla regia di Stefano Fake, fondatore di The Fake Factory, una spettacolare videoinstallazione immergerà il pubblico in cinquantotto opere e nella vita di Michelangelo Merisi attraverso un’iniziativa totalizzante da un punto di vista estetico, ma anche emotivo e sensoriale. I visitatori, per la durata di cinquanta minuti, prenderanno parte a uno spettacolo fatto di proiezioni, musiche e fragranze olfattive, in un’esperienza cangiante e interattiva dell’opera d’arte. I capolavori di Caravaggio, destrutturati e variamente ricomposti, potranno essere ammirati nella loro interezza e nei dettagli più minuti grazie a una tecnologia in alta definizione che restituisce immagini nitide e cristalline, esaltando i colori, le luci e i più minuscoli dettagli. Il pubblico sperimenterà così un’innovativa modalità di fruizione e il flusso continuo di immagini offerte farà rivivere le opere al di fuori delle loro cornici.
La videoinstallazione è divisa in sezioni e ciascuna di esse indagherà un tema “caravaggesco”: dalla ricostruzione degli studi sulla luce, all’analisi dei processi compositivi, passando per la rappresentazione della natura e della violenza fino a un tour virtuale nei luoghi della vita del pittore. Il mondo di Caravaggio verrà così riproposto in un’inedita chiave di lettura attraverso un’originale contaminazione mediatica: un’esperienza in cui le straordinarie opere del maestro prendono vita liberandosi dal medium originale per raccontare ai grandi, ma anche ai più piccoli la vita e l’arte di uno dei pittori più importanti della storia.
Dopo il successo di pubblico registrato a Roma, Torino, Rimini e Città del Messico, Caravaggio Experience viene presentato anche al Castello di Desenzano grazie al contributo del Gruppo MilanoCard che con questa nuova iniziativa conferma la propria volontà di offrire al pubblico una proposta culturale di alto profilo e allo stesso tempo un’esperienza inedita che accompagna anche i meno esperti alla conoscenza del grande maestro.

Dal 13 Maggio 2019 al 20 Ottobre 2019

Desenzano del Garda | Brescia

Luogo: Castello di Desenzano

Indirizzo: via Castello

Orari: dal martedì alla domenica 11-21

Enti promotori:

Gruppo MilanoCard

Comune di Desenzan

MedialArt

Caravaggio in mostra al Museo e Real Bosco di Capodimonte (Napoli)

Napoli rappresenta una tappa fondamentale per la vita e per le opere di Caravaggio. L’intensa resa della passione e dell’istinto nei dipinti più iconici realizzati dal maestro durante il periodo napoletano identifica, nella visione dei nostri contemporanei, lo stile e la personalità dell’artista lombardo, divenuto maggiormente drammatico in seguito all’episodio dell’assassinio romano.

La mostra approfondisce il periodo napoletano del pittore e l’eredità lasciata nella città partenopea, fondamentale alla costituzione della poetica barocca e alla diffusione del naturalismo caravaggesco nella pittura del XVII secolo in Europa.

Caravaggio visse a Napoli per complessivi 18 mesi tra il 1606 e il 1610. Un soggiorno fondamentale per la sua vita e le sue opere, tuttavia meno noto del periodo trascorso a Roma.

Dopo 15 anni dall’ultima esposizione che Capodimonte ha dedicato al maestro lombardo (Caravaggio. L’ultimo tempo 2004) nuove scoperte e recenti dibattiti internazionali saranno presentati in mostra insieme alla ricostruzione di una dettagliata crono-biografia che riorganizzerà le conoscenze letterarie e documentarie (edite e inedite) del periodo.

Attraverso un rigoroso approccio scientifico saranno messe a confronto le opere del Merisi eseguite a Napoli, provenienti dai Musei italiani e stranieri, tra cui prestiti straordinari quale La Flagellazione del Musée des Beaux-Arts di Rouen.

L’esposizione costituisce dunque un’occasione unica nel panorama delle molteplici iniziative espositive sull’opera di Caravaggio, per ragionare sullo scorcio, estremo ed affascinante, dell’esistenza dell’artista, consentendo una maggior comprensione dei suoi anni a Napoli e della loro importanza per lo sviluppo della pittura in Italia e in Europa.

Dal 12 Aprile 2019 al 14 Luglio 2019

Napoli

Luogo: Museo e Real Bosco di Capodimonte

Indirizzo: via Miano 2

Curatori: Cristina Terzaghi, Sylvain Bellenger

Costo del biglietto: da € 14

La mostra immersiva. Caravaggio al Museo della Permanente di Milano

MondoMostreSkira, dopo lo straordinario successo della mostra Dentro Caravaggio, presenta al Museo della Permanente a Milano, dal 6 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019, Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva, una straordinaria esperienza multimediale originale e inedita che vuole essere una sorta di racconto complementare della grande esposizione che l’ha preceduta, ripercorrendo, con la consulenza scientifica di Rossella Vodret e il Patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo, le tappe della vita e dell’opera dell’artista.

Il progetto Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva nasce infatti dall’oggettiva impossibilità di mostrare dal vivo capolavori inamovibili ma indispensabili per capire realmente il genio del Merisi. Opere fondamentali come i quadri della Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi o della Cappella Cerasi a Santa Maria del Popolo, così come le opere del Louvre, estremamente fragili, come la scandalosa Morte della Vergine – dipinta per essere posizionata sull’altare di Santa Maria della Scala a Roma e rifiutata dai committenti – e ancora il dipinto murale del Gabinetto Alchemico del casino Ludovisi o la gigantesca tela con la Decollazione del Battista conservata nella Concattedrale de La Valletta a Malta, che valse a Caravaggio la Croce di Malta, o la Medusa conservata agli Uffizi e tanti altri ancora.

Grazie all’utilizzo del video mapping, tali opere verranno presentate nella loro integralità   architettonica dando la possibilità al visitatore di fruirle così come inizialmente concepite dall’artista. La mostra, attraverso l’utilizzo di nuove e sofisticate tecnologie, accompagna il visitatore in un percorso immersivo cinematografico che, pur basato su informazioni scientifiche, emoziona e coinvolge il visitatore rendendolo parte integrante della storia umana ed artistica nella quale è egli stesso immerso. Il percorso della durata di 45 minuti è accompagnato da una narrazione che utilizza la tecnologia binaurale – tutti i visitatori saranno dotati di cuffie speciali – ed è composto da una alternanza di immagini girate appositamente per la mostra, ispirate alla storia personale dell’artista, di effetti speciali, di capolavori. Una narrazione intensa e coinvolgente che dalla gioventù milanese – segnata dal flagello della peste – porterà Caravaggio a morire, solo, sulla spiaggia della Feniglia dopo aver attraversato la straordinaria Roma del primo Seicento, protetto da potenti nobili e porporati, ed esserne fuggito a Napoli, poi a Malta, a Palermo, nuovamente a Napoli.

Il percorso della mostra è fedele alla cronologia e come in una narrazione teatrale è suddiviso in quattro atti e illustra oltre cinquanta opere di Caravaggio.

Nella prima parte, dedicata alla gioventù e formazione si vede il giovane Michelangelo diventare apprendista a Milano nello studio di Simone Peterzano e successivamente a Roma: una città in profonda trasformazione ma anche la capitale artistica dell’Europa con centinaia di artisti all’opera. Qui inizia faticosamente la sua carriera: dipingerà opere straordinarie quali Riposo nella fuga in Egitto, la Buona Ventura e I Bari.

Il secondo atto e è dedicato agli anni del trionfo: viene “scoperto” dal potente Cardinal del Monte che lo prende a dimora, e proiettato in un mondo di ricchezza e cultura. Nel 1600, la svolta, con la commissione della Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi: un enorme successo. Dipingerà poi il Gabinetto Alchemico e la Cappella Cerasi, la sua fama giunge a Firenze con la Medusa commissionata dal Cardinal del Monte per Federico I de’ Medici.

Il terzo atto guarda però ad un’altra Roma, quella dei bassifondi di Caravaggio: continua a bazzicare le taverne, a giocare, a frequentare prostitute. Smette di vivere dai potenti Cardinali e affitta uno studio dove vive con Cecco del Caravaggio, forse il suo amante. Dipingerà capolavori come Giuditta e Oloferne, Amore Vincitore, la criticata Madonna dei Pellegrini, la Madonna dei Palafrenieri, la Morte della Vergine che viene rifiutata dai Carmelitani Scalzi. Di lì a poco ucciderà in una rissa Ranuccio Tomassoni e fugge: viene sentenziato a morte in absentia.

L’ultimo atto è dedicato agli anni della fuga. Prima a Napoli dove dipinge la Flagellazione e le Sette Opere di Misericordia, poi a Malta con capolavori come il Ritratto del Gran Maestro Alof de Wignacourt, o la Decollazione. Ma anche da Malta, dopo una lite, deve scappare in Sicilia dove lascerà opere straordinarie come il Seppellimento di Santa Lucia o la Resurrezione di Lazzaro. Rientra a Napoli, ospite di Costanza Colonna e

spera nell’intercessione del Cardinal Borghese presso il Papa Paolo V affinché ottenga la grazia papale. Dipingerà il Martirio di Santo’Orsola, suo ultimo quadro e si imbarcherà per tornare verso Roma. Morirà il 18 luglio 1610 a Porto Ercole senza aver compiuto quarant’anni.

Non solo grazie a un sofisticato sistema di multi-proiezione a grandissime dimensioni, Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva vuole entrare nelle opere inamovibili con analisi forensi fatte anche a seguito della campagna diagnostica della mostra milanese, per scoprire cosa si nasconde dentro le più famose opere di Caravaggio. Come nel Martirio di San Matteo della Cappella Contarelli dove scopriamo due redazioni diverse, una sopra l’altra, sulla stessa tela: Caravaggio realizza una prima versione compiuta, non solo un abbozzo, ispirandosi ai maestri del passato. Ma poi, insoddisfatto, copre l’opera e ricomincia da capo. O nella Giuditta che taglia la testa a Oloferne dove Caravaggio allontana i margini della ferita e cambia posizione a tutta la testa, in origine più attaccata al corpo: forse per fedeltà ai testi sacri che riportano come Oloferne venga colpito due volte prima di essere decapitato. Giuditta ha scagliato il primo colpo e sta per scagliare il secondo, quello decisivo necessario per il completo distacco della testa.

Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva ripercorre i capolavori di Caravaggio utilizzando un approccio contemporaneo all’opera d’arte. Un percorso coinvolgente, emozionante a tratti anche sorprendente ed onirico, che tesse un racconto dell’uomo e dell’artista, in continua sovrapposizione, del contesto storico e sociale nel quale operava.

La mostra, prodotta da NSPRD per Experience Exhibitions ha coinvolto un team di giovani sceneggiatori, cineasti, video artisti, scenografi, doppiatori che con la consulenza scientifica di Rossella Vodret, hanno elaborato un nuovo formato di mostra immersiva, che non si limita alla semplice presentazione delle opere in alta risoluzione e dei loro dettagli, ma che mira a sfruttare al massimo le ultime tecnologie per una divulgazione scientifica di ultima generazione. Con l’ausilio di sedici videoproiettori, effetti sorprendenti, immagini uniche, il visitatore potrà scoprire il Caravaggio oltre la tela.

Una esperienza unica per conoscere il pittore che, grazie alla sua spietata rappresentazione della realtà, ha rivoluzionato in pochi intensi anni la storia dell’arte in Italia e in Europa.

 

 

6 ottobre 2018 – 27 gennaio 2019

Milano

Museo della Permanente

 

 

 

Ronald Martinez Solo Show

Fino al 13 maggio 2017, 29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano ospita una personale di Ronald Martinez (Annecy, 1978), fotografo francese, la cui cifra stilistica risiede nell’uso misurato quanto potente della luce.

Infatti, i suoi dipinti fotografici sono il risultato di una ricerca sulle infinite variazioni di luce sul corpo, ispirata all’estetica pittorica italiana, in particolare al luminismo che in Caravaggio e in maestri quali Tiziano, Veronese e Cagnacci ha raggiunto vertici di qualità assoluti, presi a modello proprio da Martinez.

Il fotografo francese lavora al buio, utilizzando solo una fonte di luce che taglia la scena da sinistra a destra, in grado di produrre straordinari effetti in chiaroscuro, senza successivi interventi in post-produzione. Più che fotografare, Martinez sembra quindi ridisegnare l’immagine con la luce; le sfumature delineano i contorni dei corpi e fanno emergere i toni della pelle, creando scenari contraddistinti da una vera e propria forza estetica e da una delicata ricchezza sensoriale.

L’esposizione milanese propone 25 dipinti fotografici che presentano corpi, visualizzati con nudità aggraziate e accenti divini, capaci di evocare le innovazioni dei maestri del Rinascimento, sia attraverso il chiaroscuro di Caravaggio e Cagnacci che i colori della tavolozza di Velazquez, e si completa con una serie inedita di nature morte.

Fotografo indipendente e autodidatta nato a Annecy (Francia) nel 1978, Ronald Martinez scopre la passione per la fotografia all’età di 18 anni e nel 2000 si iscrive all’École Supérieure de Photographie de Paris. Ingaggiato dal quotidiano Le Midi Libre di Languedoc-Roussillon comincia la sua attività professionale. Trasferitosi a Parigi nel 2001 fa una breve esperienza nell’ambito della moda a fianco di Jean-Charles de Castelbajac per poi dedicarsi al teatro, passione che lo spingerà nel 2003 a trasferirsi dapprima a New York e poi a Broadway per seguire la scuola di Sandra Lee. Nel 2005 fa rientro a Parigi dove alterna esposizioni di fotografie a collaborazioni con il mondo del cinema, dove lavora non solo come attore ma anche come fotografo.

Tra gli ingaggi più importanti si segnala la sua attività di fotografo sul set del lungometraggio Americano con Mathieu Demy, Salma Hayek, Géraldine Chaplin, Chiara Mastroianni, Jean Pierre Mocky e Carlos Bardem. Dal 2011 lavora su un progetto di fotografie a colori dedicate ai nudi artistici in omaggio alla pittura italiana dei maestri del XVII secolo. A interessarlo è soprattutto l’uso che i grandi maestri hanno fatto del chiaroscuro.

Fino al 13 Maggio 2017

MILANO

LUOGO: Arts in Progress gallery

COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02 94387188

E-MAIL INFO: info@29artsinprogress.com

SITO UFFICIALE: http://www.29artsinprogress.com/

Il silenzio della natura morta di Gianluca Corona

Armonia, silenzio, isolamento. Ecco le tre parole chiave che descrivono al meglio Gianluca Corona, giovanissimo esponente dell’arte figurativa italiana.

Classe 1969, dopo essersi laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera (1991), si sposta a Bergamo dove dal 1994 al 1996 frequenta lo studio di Mario Donizetti. Col tempo inizia la sua attività professionale, partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all’estero. Ora vive e lavora a Milano.

Ispirandosi ai grandi maestri del Cinquecento e del Seicento, riesce a riproporre, in chiave contemporanea, i generi della natura morta e del ritratto.

Un’originale saggezza e un grande talento spiccano nelle sue opere, un artista che negli ultimi anni ha saputo raggiungere un intonato equilibrio nelle sue composizioni, servendosi di una rinnovata tavolozza di colori, seppur molto attento alle tecniche e i materiali tradizionali.

Un ritorno alla bellezza, alla poesia, a quella magia del Rinascimento. Corona fa incantare con la più nobile delle arti: la pittura, quella vera. La natura morta abbiamo detto che è tra i suoi temi prediletti, grazie ai quali le sue opere sembrano essere vere e proprie fotografie.

Perfetti giochi di chiaroscuro investono la ciotola di fichi e prugne, la caraffa d’acqua, il bicchiere. Davanti a queste luci non possiamo non pensare agli effetti di luce di Caravaggio, o ai capolavori dell’arte fiamminga. Ma la frutta, gli ortaggi, i salumi, i formaggi di Corona sono descritte con un’armonia del tutto originale, in un momento di assoluta staticità, prima di essere cucinate. Nel quadro infatti, alimenti e qualche utensile da cucina catturano la nostra attenzione, dato il loro isolamento da altri oggetti. Schiarisce le pareti di fondo, opta per colori più freddi, più moderni, si concentra su opere quasi monocrome.

Sembra quasi tangibile la peluria dei lamponi e delle nespole, la trasparenza dei ribes, l’appetitosa polpa delle pesche, o le ciliegie, i mirtilli e così tutti i frutti di bosco, antichi e rari, frutti che non sempre si trovano oggi al supermercato, ma che l’artista sa rappresentare come pochi altri. Non c’è oggetto, che sia frutta verdura o utensile, che l’artista non sappia rendere con efficacia, in ogni sua pittura sembra quasi che si percepisca l’aroma del vino rosso, del pane appena sfornato, del lardo dei salumi della sua terra piacentina. Esattamente come ci capitava di toccare la stoffa di Vermeer.

Scrutando le pitture di Corona, ciò che da maggior risalto è l’intesa che si crea tra la tela e l’osservatore, il silenzio che quasi viene richiesto a chi le guarda, una sorta di introspezione all’interno di se stessi, per esprimere un modo diverso di osservare, una fede.