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Italiani al mare. Manifesti cinematografici 1949-1999. Dalla Collezione Enrico Minisini

ITALIANI AL MARE. MANIFESTI CINEMATOGRAFICI 1949-1999. Dalla Collezione Enrico Minisini, a cura di Andrea Tomasetig ed Enrico Minisini, è la mostra che verrà accolta negli spazi della Galleria Carifano, presso Palazzo Corbelli a Fano, dal 24 luglio al 29 settembre 2019.

Il visitatore avrà l’opportunità di fare un tuffo nel passato, ammirando cinquant’anni di cinema balneare, un frizzante filone della commedia all’italiana. Un centinaio di manifesti, locandine e fotobuste, tutti in prima edizione originale, provenienti dalla vasta Collezione Minisini, offriranno uno spaccato della Bella Italia, attraverso le abitudini vacanziere degli italiani, dalla metà del Novecento alle soglie del nuovo millennio.

Alla Galleria Carifano saranno presenti le grafiche dei film dal 1949 al 1999, molte delle quali sono vere e proprie opere d’arte della “scuola italiana del manifesto cinematografico”, come definita da Stefano Salis.

L’evento si concentra soprattutto sugli anni Cinquanta e Sessanta, i decenni del boom economico, età di un più diffuso benessere, gli anni delle prime vacanze al mare, dei giovani che ascoltano la musica dei juke-box nei bar. Erano il cinema e la musica, grazie alla diffusione della televisione, a dettare gli stili di vita. Il cinema è stato capace di conquistare il cuore del popolo italiano con una serie di film scanzonati, e non solo, girati sotto il sol leone delle principali località balneari, dalla Riviera adriatica a Ischia, Capri e Taormina.

Con gli anni Settanta il cinema balneare subisce un’evoluzione, infatti vengono trasmessi film dai contenuti più “espliciti”, e poi arrivare ai “cinepanettoni”, tipici dei fratelli Vanzina, degli anni Ottanta e Novanta. Anche la comunicazione subisce un cambiamento: il manifesto disegnato viene sostituito da quello fotografico. Il percorso espositivo termina dunque con la locandina di un film simbolo della società italiana in vacanza al mare a metà anni Novanta, Ferie d’agosto, del 1996, di Paolo Virzì.

Enrico Minisini afferma che “la rassegna è uno specchio dell’Italia che cambia visto dalla spiaggia, più immediato di un trattato di sociologia” e un invito “a gettare uno sguardo curioso e indagatore su un fenomeno di massa, che ha contribuito a costruire la storia collettiva dell’Italia”.

Accompagna l’esposizione il catalogo con testi di Stefano Salis e dei curatori Andrea Tomasetig e Enrico Minisini, con un ricco apparato iconografico.

 

 

Dal 23 Luglio 2019 al 29 Settembre 2019

Fano | Pesaro e Urbino

Luogo: Galleria Carifano – Palazzo Corbelli

Indirizzo: via Arco d’Augusto 47

Orari: da martedì a domenica 21 – 23. Dal 1° settembre: da martedì a domenica 17 – 20; chiuso lunedì

Curatori: Andrea Tomasetig, Enrico Minisini

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.creval.it

Milano e il Cinema

Dall’8 novembre 2018 al 10 febbraio 2019, le sale di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di Milano accoglieranno una mostra che analizza il rapporto tra il capoluogo lombardo e il mondo della settima arte.  L’esposizione presenterà fotografie, manifesti, locandine, contributi video e memorabilia in grado di ripercorrere un secolo di storia del cinema a Milano, dalle prime sperimentazioni degli anni Dieci all’epoca d’oro degli anni sessanta, fino alle produzioni più recenti con la nascita di un genere-commedia tutto milanese che ha visto affermarsi artisti quali Renato Pozzetto, Adriano Celentano, Diego Abatantuono, Aldo, Giovanni e Giacomo, e molti altri.

Prima che il regime fascista concentrasse le grandi produzioni cinematografiche nelle nuove strutture romane di Cinecittà, Milano ha rappresentato il centro nevralgico delle prime sperimentazioni in Italia, luogo di fiorente innovazione, creatività e capitale della nascente industria filmica. Negli anni Trenta, la costruzione dei teatri di posa capitolini e il conseguente trasferimento nella Capitale delle attività produttive provocarono una perdita di centralità del capoluogo lombardo all’interno della produzione cinematografica. Occorre aspettare gli anni Cinquanta-Sessanta perché Milano si trasformi lentamente in set di innumerevoli pellicole che cercavano di cogliere nei cambiamenti repentini della città l’essenza stessa della modernità. Da Miracolo a Milano a Rocco e i suoi fratelli, da La Notte a Il posto, si contarono a decine le produzioni che immortalarono le atmosfere cittadine e catturarono l’incanto e le contraddizioni di una metropoli che evolveva a ritmi vertiginosi. Nonostante avesse perso il primato produttivo, agli inizi degli anni Sessanta, Milano seppe convertirsi nel luogo ideale dove sviluppare due nuovi filoni cinematografici: quello pubblicitario, che avrà la sua più clamorosa espressione in Carosello e quello industriale, che vedrà protagoniste aziende del calibro di Pirelli, Breda, Campari, Edison tra le altre, teso a valorizzare le realtà imprenditoriali attraverso lo sfruttamento del linguaggio cinematografico.

Dopo la stagione dei poliziotteschi degli anni Settanta, che proprio nel capoluogo lombardo troveranno il set ideale, gli ultimi decenni vedranno proliferare la commedia in salsa meneghina con protagoniste figure entrate di diritto nell’immaginario di tutti.

“MILANO E IL CINEMA” è il nuovo appuntamento espositivo a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di un percorso iniziato con Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti (2013) e proseguito con Milano, città d’acqua (2015) e Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione (2016) e Milano e la mala (2017). Questa serie di iniziative racconta il capoluogo lombardo a partire dalla sua storia, dalla sua specificità, dalle sue vicende sociali, capaci di trasformare in modo radicale il volto della città.

 

 

Dal 08 Novembre 2018 al 10 Febbraio 2019

Milano

Luogo: Palazzo Morando | Costume Moda Immagine

Curatori: Stefano Galli

Enti promotori:

  • Patrocinio di regione Lombardia

Costo del biglietto: intero € 12, ridotto € 10 (studenti under 26, over 65, disabili, gruppi adulti e tutte le convenzioni). Gratuito bambini da 0 a 6 anni, guide turistiche, accompagnatori di disabili; possessori Abbonamenti Musei Lombardia Milano

Telefono per informazioni: +39 02 884 65735

E-Mail info: c.palazzomorando@comune.milano.it

Sito ufficiale: http://www.civicheraccoltestoriche.mi.it/

Biennale Disegno Rimini – Visibile e invisibile, desiderio e passione

Da 28 aprile al 15 luglio 2018 Rimini ospita 33 mostre e un percorso di 2.000 opere, che tocca tutti i processi creativi – disegno antico e moderno, fumetto e architettura, calligrafia e grafica, pittura, street art e cinema – scegliendo una traccia sotterranea come l’erotismo. Rimini mette a disposizione il proprio centro storico trasformato per l’occasione in un cuore pulsante della creatività: da Castel Sismondo al Museo della Città, dal Cinema Fulgor alla FAR, dalla Domus del Chirurgo a Palazzo Gambalunga, il tutto da scoprire comodamente in un fine settimana.

Sono diverse le mostre di altissimo significato che approdano alla 3a Biennale del Disegno di Rimini. Tra tutte l’esposizione di Vanessa Beecroft ospitata alla Far (Fabbrica Arte Rimini) in piazza Cavour. Dopo aver individuato e reinterpretato il mondo delle donne attraverso i suoi celebri tableau vivant, Vanessa Beecroft ha ripreso a disegnare, a dipingere, e ha scelto la Biennale dei Disegno di Rimini per esporre una serie di opere nella mostra dal titolo Disegni americani.  Opere eccelse di grandi dimensioni: corpi nudi, figure di donne, muse fragili, silhouette informi sopraffatte dal burka. Un epicentro umano si intuisce in queste figure che si stagliano in solitudine, e anche in quelle che non hanno corpo, che assumono l’aspetto di un fantasmino sotto un lenzuolo nero, da cui affiora un’espressione attonita.

Un altro evento di grande importanza è al Castel Sismondo, la splendida Rocca Malatestiana di Rimini, dove sono messi a confronto, attraverso due mostre dalla traccia erotica, i due maestri del Novecento: Federico Fellini (1920-1993) e Pablo Picasso (1881-1973).

Del pittore spagnolo sono esposte 66 incisioni – acqueforti, acquetinte e puntesecche – eseguite nel 1968 per illustrare La Célestine di Fernando de Rojas, prima opera drammatica spagnola che diventò simbolo del femminino e di cui Picasso, con freschezza e originalità, riuscì a renderne la figura.

Accanto nella mostra Il corpo sognato i personaggi disincantati del regista italiano nei disegni dal Libro dei sogni, dove Fellini annotava il suo mondo onirico e in cui Pablo Picasso compare per ben tre volte. Si tratta di 42 disegni di coerente invenzione e di propulsiva ironia. Dal confronto emerge una straordinaria somiglianza, un’unica matrice trasgressiva che accomuna i due maestri, che mai s’incontrarono, ma che tanto condividevano artisticamente.

Queste e tante altre sono le mostre che accompagneranno i visitatori nella città romagnola.

 

 

Dal 28 Aprile 2018 al 15 Luglio 2018

Rimini

Luogo: Sedi varie

Enti promotori:

  • Comune di Rimini
  • Musei Comunali

Costo del biglietto: intero € 10. Biglietto unificato con Caravaggio Experience € 16

Telefono per informazioni: +39 0541 793851

E-Mail info: biennaledisegnorimini@comune.rimini.it

Sito ufficiale: http://www.biennaledisegnorimini.it

L’arte di condensare interi film in singole immagini: Jason Shulman alla White Noise Gallery

La storia dell’arte contemporanea è segnata da continui tentativi di rappresentare il movimento e lo scorrere del tempo. L’artista inglese Jason Shulman ha trovato la sua originale strada per farlo, condensando l’intera durata di un film in una singola immagine, senza però adoperare un qualsiasi criterio selettivo, semplicemente fotografandolo con tempi di esposizione allungati fino all’inverosimile. In questo modo tempo e spazio vengono compressi e destrutturati, fino a creare immagini incredibilmente dense e altrettanto enigmatiche.

Ecco così che nascono le 13 tavole di grande formato esposte alla White Noise Gallery di San Lorenzo a Roma, per la prima personale italiana dell’artista londinese. Ognuna di esse è tratta da un capolavoro del cinema italiano (in una operazione che è stata giustamente definita “Italian-specific”), ripreso attraverso uno schermo ad altissima risoluzione e con una fotocamera molto grande, in una sorta di esperimento scientifico il cui risultato è affidato al caso e in nessun modo prevedibile dall’artista, che come un novello Man Ray non fa altro che attendere di essere sorpreso.

Diverse tecniche sono contemporaneamente presenti in questa serie di opere. Fotografia e film, indiscusse protagoniste, ripercorrono a ritroso la loro evoluzione. La pittura, invece, è altrettanto presente ma come riferimento estetico: le opere sono infatti stampate in grande formato e su tela di cotone, e visivamente ricordano, non a caso, alcuni lavori dell’Espressionismo Astratto, gli ultimi quadri di Monet, e soprattutto le atmosfere romantiche di Turner.

Si tratta infatti di composizioni quasi astratte, in cui sarebbe piuttosto difficile rintracciare il modello originale senza il suggerimento del titolo. Nel processo di sintesi che le ha generate, infatti, in cui le centinaia di migliaia di frame che compongono un film sono sovrapposte in una unica immagine statica e muta, si perde inevitabilmente il livello della comprensione logica, del significato, in favore di una esperienza puramente estetica ed emotiva. Il risultato, quindi, è un intero che è qualcosa di diverso, o di più, rispetto alla somma delle sue singole parti.

L’immagine figurativa è apparentemente assente, così come la narrazione e come lo scorrere del tempo. Ne resta però il ricordo, la memoria. Ci sono ma non si vedono. Proprio come il suono, o anche come il silenzio.

La personale di Shulman è del resto il primo appuntamento di un progetto espositivo diviso in tre parti, denominato appunto “Trilogia del silenzio”, che con la curatela di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti ospiterà prossimamente le opere di altri due artisti internazionali, Lee Madgwick e Mar Hernandez, tenendo impegnata la galleria fino al 31 luglio.

 

 

Jason Shulman – Fast Forward

28 gennaio – 25 marzo 2017

White Noise Gallery

Via dei Marsi, 20/22 – Roma

Ingresso libero

www.whitenoisegallery.it