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L’esposizione è un gioco: Cornelia Baltes

Cornelia Baltes è una delle migliori rivelazioni di questo decennio. L’artista tedesca si è fatta conoscere per la sua eccezionale espressività creativa resa attraverso segni semplici e forme giocose. La sua vena irriverente si manifesta non solo con un continuo dialogo tra pittura e scultura, dove alcune volte le due cose vanno praticamente a coincidere, ma anche attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico nell’invenzione degli ambienti espositivi. Uno straordinario esempio di questo è la mostra del 2015 dal titolo Turner.

Alla Northern Gallery for Contemporary Art di Sunderland la Baltes ha escogitato un sistema che permette al visitatore di spostare le opere a proprio piacimento, trasformando uno spazio statico, come può essere il classico ambiente espositivo, in uno spazio animato in continuo mutamento. Disponendo i dipinti orizzontalmente sul pavimento e dotandoli di piccole rotelle si è resa possibile al pubblico un’interazione totale con l’allestimento, dove tutto può mutare di forma e di significato a seconda di chi osserva e da dove osserva.

In condizioni canoniche nelle esposizioni le opere vengono posizionate con un certo grado di isolamento (più o meno ampio a seconda di come vengono pensati l’ordinamento e l’allestimento in funzione di ciò che si vuole raccontare) per far risaltare la qualità intrinseca di ogni singolo pezzo e facilitarne la lettura al pubblico. In Turner invece ogni individualismo è completamente annullato, non c’è un punto di vista privilegiato, non c’è gerarchia tra il centro e la periferia degli spazi.

L’insieme delle opere va a formare una vera e propria installazione dove il pubblico è parte integrante della performance. L’idea del pavimento come superficie espositiva per i dipinti è stata applicata anche in un’altra mostra del 2016 dal titolo Drunk Octopus wants to fight svoltasi alla Limoncello Gallery di Londra. Anche qui Cornelia Baltes si è divertita a sfidare i canoni dell’allestimento museale, dimostrando ancora una volta la sua straordinaria intelligenza nel saper sfruttare la resa estetica delle sue creazioni al fine di comporre ambienti totalmente fuori dagli schemi senza rovinare la qualità espositiva nel complesso. In aggiunta a questo allestimento orizzontale sono presenti nelle sue mostre tanti altri tricks museografici molto interessanti sia dal punto di vista meramente artistico sia da un punto di vista più tecnico. Non c’è dubbio: Cornelia Baltes è un’autentica scultrice di ambienti.

 

Leggere il mondo attraverso le visioni internazionali dell’American Academy di Roma

Il 14 febbraio ha inaugurato, presso la sontuosa struttura dell’American Academy di Roma, Cinque mostre 2017, esposizione annuale di opere degli attuali borsisti Rome Prize, dal titolo Vision(s) a cura di Ilaria Gianni con l’assistenza di Saverio Severini. L’esposizione conta più di quaranta partecipanti tra artisti residenti presso l’accademia statunitense capitolina e artisti italiani non residenti, tra cui anche grandi nomi dell’arte contemporanea come ad esempio Elisabetta Benassi, Pino Pascali, Luigi Ontani e Gabriele de Santis.

Ma perché Vision(s)? La curatrice è partita da una riflessione collettiva intorno al termine “visione” che può avere sfaccettature multiformi e in continuo divenire. Attraverso occhi differenti e appartenenti a culture e tradizioni diverse, queste “visioni” si appropriano di mezzi e comunicazioni tra loro inconsuete sottolineando i vari aspetti e ambiti che il termine permette di esplorare, dalla percezioni fisico mentali alla politica o a tratti mistici dell’essere.

Si tratta di una riflessione globale che accomuna approcci e tecniche differenti per esempio la traduzione, la performance, la scultura, il misticismo o la poesia, attraverso i quali costruisce una storia di vere e proprie visioni e modi di vedere unici, in costante combutta con il presente o che, illusoriamente, predicono il futuro attraverso la rielaborazione del passato. Attraverso strategie varie gli artisti chiamati a partecipare, mettono in risalto e in discussione nozioni a noi care e a cui non siamo abituati a ripensare o infrangere, tra cui la cultura, i luoghi da cui proveniamo e a cui adesso apparteniamo.

Ciò che manca è un filo conduttore logico che accompagni lo spettatore mano nella mano attraverso questo viaggio. Ma si tratta di un percorso mistico e pertanto nulla deve essere logico, tutto ci deve rimbalzare sulla pelle, sugli occhi e sul cuore, frammentando le nostre sicurezze e conoscenze in un gioco in continuo divenire che appare come un sogno. Si tratta appunto di visioni, lampi di luce abbaglianti che ci abbandonano velocemente lasciandoci isolati nella nostra riflessione e indifferenza che ci porta ad aggrapparci a ciò che di più simile a quanto conosciamo ci viene presentato.

Vision(s) è un viaggio nel futuro, un sogno fantastico che ci conduce nell’avventura artistica dettata dalla cultura, ormai imperniata nella miscela più improbabile di tanti frammenti provenienti da luoghi diversi e che, alla fine, ci inducono a pensare che forse sì, non siamo poi così diversi.

Artisti in mostra: Gundam Air, Gregory Bailey, Cornelia Baltes, Elisabetta Benassi, Jonathan Berger, Kristi Cheramie, Caroline Cheung, Roberto Coda Zabetta, E.V. Day, Tomaso De Luca (in collaboration with Vincenzo Giannetti), Gabriele De Santis, Kyle deCamp, Stanislao Di Giugno, Sean Edwards, Hussein Fancy (collaboration with Accettella-Teatro Mongiovino), Aaron Forrest, Anna Franceschini, Piero Golia, Leon Grek, Grossi Maglioni, Isabell Heimerdinger, Robert Hutchison, Lauren Keeley, Jack Livings, Emiliano Maggi, Christoph Meinrenken, Annalisa Metta, Nicole Miller, MODU – Phu Hoang e Rachely Rotem, Jonathan Monk, Matthew Null, Luigi Ontani, Pino Pasquali, Nicola Pecoraro, Gianni Politi, Michael Queenland, David Reinfurt, Enrico Riley, Danielle Simon (in collaboration with Zazie Gnecchi Ruscone e G.A.N Made in Italy), Francis Upritchard, Alessandro Vizzini, Yasmin Vobis, Bedwyr Williams, Joseph Williams.

American Academy in Rome

Via Angelo Masina, 5, 00153 Roma

Fino al 4 aprile 2017

Orari: venerdì, sabato e domenica ore 16.00 – 19.00