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Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà

L’eleganza e il talento declinato in molteplici forme: questo e molto altro ancora traspare dalla mostra antologica dedicata all’artista Duilio Cambellotti, visitabile presso i musei di Villa Torlonia fino al prossimo 11 novembre.

La mostra, curata da Daniela Forti, responsabile scientifico dell’archivio dell’opera di Duilio Cambellotti e da Francesco Tetro, direttore del Museo Civico Duilio Cambellotti di Latina, consta di 200 opere, che ripercorrono l’intera produzione del maestro.

All’interno delle otto sale del Casino dei Principi sono allestiti disegni, bozzetti, vetri decorati, ceramiche, filatelia, manifesti, complementi d’arredo: un universo raffinato, curato in ogni dettaglio, permeato dall’armonia e dalla bellezza tipicamente liberty, caratterizzato da una linearità che, se a prima vista può apparire semplicemente decorativa porta in sé invece anche vigorosi elementi strutturali e formali.

Una sezione distaccata è ospitata invece nel Casino Nobile, dove sono esposte una serie di sculture oltre che apparati scenografici e costumi teatrali: il teatro fu infatti una delle grandi passioni di Cambellotti, che mise al servizio di questo mondo il suo estro multidisciplinare.

L’artista fu un rappresentante di spicco di quella versatilità propugnata dal movimento inglese delle Arts & Crafts; fu infatti in grado di spaziare tra espressioni artistiche molto diverse fra loro, con una resa finale però universalmente convincente.

E’ interessante notare come in lui convivano in maniera serena e produttiva due anime molto diverse tra loro: da una parte una produzione legata a un ambito più intimo e personale, come quello domestico, dall’altra il mondo della pubblicità e a tratti della propaganda (basti pensare ai manifesti dedicati alla bonifica dell’agro pontino).

Quest’ultimo aspetto però è sempre colto non con spirito di parte politica bensì come un tentativo di sublimare nella bellezza qualsiasi cosa passasse nelle mani dell’artista, che fosse un progetto sociale piuttosto che una tragedia da rappresentare su un palco.

La mostra, organizzata in collaborazione con la Galleria Russo di Roma e la Fondazione Cultura e Arte, è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

 

 

Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà

Musei di Villa Torlonia

Via Nomentana, 70

Dal 6 giugno all’11 novembre 2018

Dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00

www.museivillatolonia.it

 

Duilio Cambellotti. La collezione della Galleria del Looconte

A Sabaudia, il Museo Emilio Greco propone un’importante collezione di opere di Duilio Cambellotti (1876-1960), illustratore, scultore, scenografo, costumista, medaglista, ceramista, disegnatore di mobili e arredi, frescante, insomma, artista universale. La mostra, che resterà aperta al pubblico dal 19 maggio al 29 giugno, espone per la prima volta la collezione di lavori di Cambellotti riunita dalla romana Galleria del Locoonte. Nella Collezione, sculture, disegni, bozzetti, opere di grafica, esempi notevolissimi e rari della ricerca di Cambellotti.

La scelta di Sabaudia, Città di Fondazione della Bonifica dell’Agro Pontino, a sede di questa mostra non è casuale: ad essere in molte delle opere esposte è infatti la vicenda della delle Paludi Pontine risanate. La stessa epopea che Antonio Pennacchi ha fatto rivivere nel suo fortunatissimo Canale Mussolini.

Romanzo storico e mostra si presentano come due facce di una medesima medaglia, testa e croce di un medesimo valore che fu fatica, dolorosa quotidianità, stenti ma anche speranza, così come Pennacchi racconta, eternata invece nella sua essenza simbolica come Cambellotti la disegnò.

Sullo sfondo di questa potente mostra si può immaginare La Redenzione dell’Agro (1934), il ciclo pittorico realizzato a tempera su pannelli in ardesia artificiale che decora il Palazzo del Governo di Latina.

Gli uomini e le donne dell’Agro di Cambellotti interpretano la vita dell’Agro Pontino nella sua naturale semplicità. Esprimono la faticosa storia quotidiana della bonifica che giorno dopo giorno ha strappato alla palude e alla malaria terre destinate a dare loro cibo e casa.

Ed è proprio la speranza, anzi la certezza, di questo domani migliore che riesce a sublimare fatica e sudore, trasformandoli in simboli universali.

Della campagna pontina Cambellotti avverte – come egli scrive – la «malia intensa formata di sogni primordiali, di tristezza e di abbandono», il pittoresco della natura selvaggia e malarica che il lavoro razionale e moderno della bonifica ha cancellato trasformandolo in passato mitico e quasi già nostalgicamente rimpianto.

Il taglio forte e netto delle figure di Cambellotti è palesemente antinaturalistico, quasi espressionistico, e per questo potentemente evocativo di un’antichità in cui ogni forma era archetipo.

La sua potente capacità di comunicare del resto è evidente in alcuni bozzetti e disegni per manifesti esposti in questa mostra, dove la leggenda classica rivive come una vicenda contemporanea.

Cambellotti era artista che oggi definiremmo “impegnato”, seguace dei principi dell’antico movimento Arts&Crafts e degli ideali umanitari di educare il più vasto pubblico al bello in arte.

Con i temi sociali si era già misurato, giovane, all’inizio del secolo quando aveva prestato la sua arte per le scuole dei figli dei contadini dell’Agro Romano, e per costruire una mitologia della civiltà rurale legando l’osservazione del lavoro quotidiano agli antichi riti del Lazio antico e dell’origine di Roma.

Fino al 02 Luglio 2017

SABAUDIA | LATINA

LUOGO: Museo Emilio Greco

Orario:
Maggio
da Lunedì a Venerdì h 16.00-19.00
Sabato e Domenica h 10.00-13.00 / 16.00-19.00

Giugno
da Lunedì a Venerdì h 17.30-20.30
Sabato e Domenica h 10.00-13.00 / 17.30-20.30

Luglio
Sabato e domenica dalle 19.00-23.00