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Francesco Zizola “Sale, Sudore, Sangue”. Un racconto fotografico tra phatos e tradizione

Fino al 17 Settembre 2017 sarà possibile visitare presso la Sala Volta dell’EXMA di Cagliari la mostra del fotografo, pluripremiato a livello internazionale, Francesco Zizola dal titolo Sale, Sudore, Sangue che mette in scena scatti in bianco e nero realizzati negli ultimi cinque anni nelle tonnare sarde del sud Sardegna, tra Portoscuso e Porto Paglia. La mostra fa parte di un più ampio progetto Hybris che indaga e analizza i limiti dell’uomo rispetto agli elementi naturali e all’ambiente che lo circonda.

Ecco perché Zizola sceglie di fotografare uno spaccato della Sardegna differente dai soliti clichè ma incentrato su un rituale di pesca antico e inusuale ai giorni d’oggi, la mattanza, che seppur cruento rispetta in tutto e per tutto la vita e l’ecosistema marino. Una pesca selettiva e concentrata in un breve periodo di tempo, un’antica pratica che rischia di scomparire a causa della pesca intensiva di tipo industriale.

Negli scatti di Francesco Zizola emerge in modo evidente quel forte legame di sangue, quella forte relazione simbiotica tra i pescatori ed il mare. Foto in bianco e nero che riescono a farci entrare nella scena e vivere appieno le fasi di questo “rito”, regalandoci emozioni, intensità e phatos.

Un racconto fotografico che si concentra sulla forza del gesto e dello sguardo, riuscendo a valorizzare appieno un mestiere duro e sempre più in estinzione come quello del pescatore, ma che allo stesso tempo permette di inabissarsi nell’infinito del mare.

Francesco Zizola è nato a Roma nel 1962, si è laureato in antropologia e ha cominciato a occuparsi di fotografia in modo professionistico nel 1981. Oggi è tra i fotografi italiani più famosi e apprezzati a livello internazionale: negli anni le sue fotografie sono apparse su riviste e giornali di tutto il mondo ed è stato premiato World Press Photo– tra cui nel 1997 per la miglior foto dell’anno – e sei volte al Picture of the Year Internation. Ha pubblicato diversi libri e le sue fotografie sono state esposte in molte città d’Europa. Zizola è tra i fondatori dell’agenzia fotografica Noor e ha aperto il centro per la fotografia 10b Photography, a Roma.

 

Sardegna. 18 giugno 2016.
Un tonnaroto comincia a eviscerare un grande esemplare di tonno rosso appena pescato. Le interiora del tonno saranno distribuite nel mercato alimentare mondiale.
© Francesco Zizola

Tonnara di Porto Paglia, Sardegna, 3 giugno 2016. I tonnaroti tirano la leva mentre i tonni iniziano la loro ultima danza nella camera della morte.
Tonnara of Porto Paglia, Sardinia, 3 June 2016
Tonnaroti pull the nets while the tuna start their last dance in the chamber of death.

Tonnara di Porto Paglia, Sardegna, 18 maggio 2017. Dopo una giornata di duro lavoro i tonnaroti si apprestano a tornare al porto.
© Francesco Zizola

 

Cagliari

Fino al 17 settembre 2017

EXMA, Sala delle Volte

Sale Sudore Sangue

Dal 18 luglio al 17 settembre la Sala delle Volte dell’EXMA di Cagliari ospita Sale Sudore Sangue, progetto originale di Francesco Zizola per Consorzio Camù e 10b Photography. In mostra le fotografie, scattate negli ultimi cinque anni da Zizola tra Portoscuso e Porto Paglia, che raccontano l’antico metodo di pesca del tonno rosso sviluppato nelle tonnare.
 
Le immagini di Zizola sono state pubblicate in tutto il mondo dalle più importanti testate italiane e internazionali. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International.
 
 
Cagliari
Sala delle Volte dell’EXMA
Fino al 17 settembre 2017

Asylum

Asylum è il titolo di una mostra che l’Exmà ospiterà fino al 14 maggio negli spazi espositivi della sala delle volte.

Per l’occasione sono stati selezionati trentatré artisti provenienti da tutto il territorio nazionale che si esprimono attraverso una scelta stilistica molto particolare. Si tratta di una corrente che nasce per indicare produzioni artistiche di autodidatti, coloro che operano al di là di regole convenzionali. E’ un gruppo di artisti che trattano con la loro arte tematiche relative alla personalità, quanto questa idea sia variabile a seconda dell’epoca e del contesto sociale e nell’ambito in cui si afferma, riflettendo il carattere dell’artista e come questo si sia evoluto da una società troppo oppressiva .

La mostra prevede lavori molto diversi tra loro: sono presenti opere pittoriche, fotografiche, installazioni e video. Gli artisti mostrano la capacità di confrontarsi l’uno con l’altro, trattano temi particolari, quali disturbi della personalità, tematiche politiche e sociali in un dialogo tra modernità e tradizione.

Il percorso artistico pone l’obbiettivo di fornire alcuni spunti di riflessione in merito alla condizione della società in cui l’uomo è costretto a vivere l’artista, isolato e sopraffatto da una visione tirannica della vita, da escludere ogni rapporto umano. L’essere umano è condannato senza colpe a una civiltà troppo malata in preda ad effetti demoniaci, che scarnificano la vera essenza dell’artista, non più in grado di reagire a un movimento frenetico e caotico che condiziona la vena poetica di espressione.

Pittura e scultura si mescolano tra loro, in un perfetto connubio di arte e bellezza, trasportano il visitatore in un percorso fantastico dove i colori sono dati da un gioco di luci che si alternano e rimbalzano sulle opere d’arte esaltando la natura stessa della realtà, la sua sostanza e la sua profonda bellezza.

La mostra prevede un confronto tra l’artista e il turista mettendoli su due piani paralleli,  dipendente l’uno dall’altro, che si condizionano a vicenda.

Cagliari

Exmà

Dal martedì alla domenica. Chiuso il lunedì

Dalle 9-13 e 16-20

Info: 070666399

Aligi Sassu. Orlando Furioso, fantasie d’amore e di guerra

«La poetica di messer Ludovico è forse quella che mi è più congeniale: il poema, fin da quando ero giovane, mi sembrò aperto a tutte le espressioni del colore e della forma, come un luogo deputato, dove la suggestione del movimento si dipana, corre e tutto travolge nella passione di una fantasia che travalica le cadenze temporali. La scontata vicenda di Orlando e Angelica, di Ruggero e Bradamante, diviene avventura quotidiana della poesia, dramma irripetibile della fantasia, capace di suggerire le immagini di un mondo concreto: immagini indomabili, che imposero alla mia mano il segno». (Aligi Sassu)

Ricorre nel 2016 il cinquecentenario dalla pubblicazione dell’Orlando Furioso, capolavoro assoluto della letteratura mondiale di tutti i tempi, che Ludovico Ariosto diede alle stampe a Ferrara, per la prima volta nel 1516 e in edizione definitiva nel 1532. Molti sono stati nel corso dei secoli gli illustratori del poema e delle vicende in esso narrate: nel Novecento, in particolare, l’universo poetico di Messer Ludovico ha ispirato numerosi artisti, che del poema hanno elaborato visioni inedite, a conferma della sua capacità di esercitare suggestive influenze sulla contemporaneità.

In questo panorama si distinguono le tavole disegnate da Aligi Sassu nel 1974, in occasione della mostra collettiva Omaggio all’Ariosto, allestita a Ferrara, nel Palazzo dei Diamanti, dal 29 giugno al 30 settembre di quello stesso anno. Alla valorizzazione di queste tavole, intitolate Fantasie d’amore e di guerra dall’Orlando Furioso, l’EXMA Exhibiting and Moving Arts, Centro comunale per le arti e le culture contemporanee di Cagliari, e la Fondazione Helenita e Aligi Sassu, con sede a Milano e Palma di Maiorca, dedicano un progetto espositivo promosso e organizzato dal Consorzio Camù e curato dalla storica dell’arte Simona Campus, che ne prevede la presentazione accanto al corpus dei relativi studi preparatori, finora inediti. La mostra, dal titolo Aligi Sassu . Orlando furioso, fantasie d’amore e di guerra che sarà ospitata nella Sala delle Volte del centro d’arte EXMA dal 24 novembre 2016 al 5 febbraio 2017, espone le incisioni realizzate da Sassu nel 1974 e raccolte in una cartella, con introduzione di Vittorio Sereni, per le Edizioni dell’Orso di Milano. Accanto alle incisioni – in esemplari pregiati – vengono esposti gli studi preparatori inediti, che consentono al visitatore di entrare direttamente nel processo creativo dell’artista, mentre una selezione di dipinti rivela quanto l’immaginario di Sassu sia vicino all’universo poetico ariostesco. Un immaginario in cui ricorrono, lungo i decenni, i temi privilegiati della figura femminile, dei cavalli e dei cavalieri, delle battaglie.

Il progetto si inserisce nell’ambito delle celebrazioni ariostesche che molti musei e università stanno conducendo in tutto il mondo, connettendo la città di Cagliari con una rete culturale nazionale e internazionale.

La mostra ha ottenuto il Patrocinio del Comitato Nazionale per il V Centenario dell’Orlando Furioso, del Comune di Ferrara ed è realizzata con la collaborazione del Palazzo dei Diamanti per la messa a disposizione dei materiali di archivio della mostra Omaggio all’Ariosto.

Aligi Sassu, I mostri, Fonte arte.it

Dal 27 Novembre 2016 al 05 Febbraio 2017

Cagliari

Luogo: EXMA Exhibiting and Moving Arts

Curatori: Simona Campus

Enti promotori:

  • Patrocinio di Comitato Nazionale per il V Centenario dell’Orlando Furioso e Comune di Ferrara
  • Con la collaborazione del Palazzo dei Diamanti

Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 3 (over 65, under 26, gruppi di almeno 10 persone) e scuole con visita guidata compresa. Gratuito bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti. Visite guidate e visite speciali solo su prenotazione

Telefono per informazioni: +39 070 666399

E-Mail info: info@exmacagliari.com

Sito ufficiale: http://www.exmacagliari.com

ORGANICA – life & death, personale di Devisu

Sino al 21 agosto la Sala della Torretta dell’EXMA (Exhibiting and Moving Arts) ospita Organica life & death, la mostra del giovane artista Devisu, al secolo Valerio Porru.

Valerio Porru (1982), aka Devisu, è un artista sardo che vive e lavora a Firenze, dove ha concluso i suoi studi di design industriale. Parallelamente ha lavorato nella progettazione di oggetti di design e di scenografia collaborando con lo Spazio Fornace Teatro, nel corso degli anni non ha mai abbandonato le ricerche artistiche nel senso più puro del termine sperimentando continuamente differenti mezzi espressivi.

Una critica sociale, etica e umana in primis trapela dalle sue opere:
dai disegni, ai video, agli ultimi esperimenti di pittura. Nulla è lasciato al caso, il concetto viene espresso in maniera a volte più velata altre volte più determinata, a seconda della potenza espressiva richiesta dal soggetto. Il mondo animale, il mondo vegetale e il loro rapporto con l’uomo sono i temi principali affrontatati da Valerio Porru. Il suo linguaggio artistico è tagliente e dissacratore, ricordandoci sempre come l’uomo sia debole nei confronti della natura.

Come scrive Federica Mariani nel testo critico di accompagnamento alla mostra “l progetto presentato all’Exma di Cagliari è arricchito dalla performance e dalla tradizione. L’esposizione prende vita e si fa rappresentazione fisica con la performance di espressività corporea di Carlo Porru e Stefania Deiana, creata dai due attori appositamente per la mostra. I costumi realizzati da Stefania Deiana ispirati agli abiti sensoriali di Nick Cave, gli oggetti di scena, i gesti e le musiche ritmate introducono lo spettatore in un mondo di visioni arcaiche e primordiali, le stesse che risuonano nel rito del Maestro Chiara Vigo, l’ultima sacerdotessa e custode della millenaria arte del bisso, fibra tessile prodotta dall’animale marino Pinna Nobilis. In occasione di questa mostra, la stessa Vigo, è portavoce del passato e legame con il contemporaneo, grazie all’esposizione della tela ricamata sulla preziosa seta del mare e all’interpretazione di un rito che ci riporta a mondi antichi quasi dimenticati. Organica Life&Death non è soltanto una mostra: attraverso la musica, la performance e l’arte, conduce lo spettatore nell’universo marino, facendolo immergere in un percorso visivo, conoscitivo ed emozionale”.

Con Organica si manifestano tutti gli studi e le collaborazioni con il laboratorio di biologia fiorentino che ha portato alla realizzazione di un progetto artistico volto ad avvicinare il pubblico alle forme primordiali di vita organica, celebrandole in un evento che non è solo una mostra, ma un percorso che racchiude biologia, scienze naturali, teatro, musica, pittura e installazioni.

Orari di apertura:
dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00.

 Organica 01 - opera di Devisu

Sguardi sul mondo attuale: #1 Eastern eyes

Tre donne improvvisano in maniera impacciata una danza, nessuna rappresenta il modello classico di bellezza, com’è nella volontà di Wang Qingsong, l’autore. A fianco, una fotografia di Zhang Huan documenta una performance che richiama ad una fisicità intensa, «pregna di rimandi alla cultura e alla sensibilità orientali, mescolata alla storia millenaria di Roma». Accanto, opere di Sugimoto, Ghukasyan, Miyajima e tanti altri testimoniano gli “occhi orientali”, il filo conduttore di tutta la mostra inaugurata dall’EXMA Exhibiting and Moving Arts. Il progetto, intitolato “Sguardi sul mondo attuale – Arte contemporanea internazionale da una collezione privata in Sardegna”, mette in mostra opere appartenenti o nella disponibilità della collezione privata di Antonio Manca.

“Eastern eyes” rappresenta la prima tappa di un percorso atto a «coniugare la cultura orientale con quella occidentale – sostiene Simona Campus, curatrice della mostra – creando delle contaminazioni, con la volontà di aprire l’arte contemporanea ai continenti». Oggi l’Asia, domani chissà.

L’esposizione sfoggia le opere di quindici artisti orientali che spaziano dalla pittura alla fotografia, fino alle grandi istallazioni, in un percorso che si configura come un viaggio ricco d’interesse, attraverso i continenti. La collezione di Manca è, infatti, frutto dei viaggi dello stesso collezionista, che ha indagato le culture locali «guardando la storia con l’ottica del contemporaneo – conferma lo stesso Manca – e selezionando gli artisti sulla base di chi si avvicinasse di più alla cultura ed alla storia di quel determinato luogo, ma che, soprattutto, rompesse con il passato e con il presente». Artisti, quindi, capaci di squarciare il velo di Maya, per consegnare ai visitatori un’interpretazione alternativa della realtà, attraverso l’introspezione corporea dell’artista stesso.

Una “rottura” perfettamente ravvisabile, ad esempio, nelle opere di Wang Qingsong, un artista cresciuto nell’humus culturale successivo alla morte di Mao Zedong, che denuncia gli effetti della globalizzazione economica e culturale, non limitandosi a documentare la realtà, ma esprimendo con chiarezza la sua visione del mondo. Nel componimento Three Graces (2002), egli perpetua la «distruzione della bellezza» delle Tre Grazie di classica memoria, per restituire allo spettatore una visione onirica, angosciante e paradossale del canone di bellezza odierno.

La mostra si concentra, inoltre, su artisti e opere che affrontano e ridiscutono i cambiamenti politici, sociali e culturali degli ultimi decenni, «in modo tale che possano fornire degli elementi di studio – prosegue la Campus – ed uno spunto per comprendere il mondo ed, eventualmente, cambiarlo, attraverso l’azione».

Se Li Wei comunica il trauma procurato dal progresso, figlio della nostra società, attraverso immagini dello stesso artista che appare a testa in giù con la testa piantata in diversi luoghi (senza l’utilizzo di photoshop), Peter Belyi, con la sua Biblioteca di Pinocchio (2008), esprime l’utopia degli architetti, che con le proprie costruzioni pensano di poter cambiare il mondo, mentre Pinocchio è l’illusione che resiste all’interno di ogni essere umano, la fiducia che un burattino di legno (lo stesso materiale dell’installazione) possa un giorno diventare bambino in carne e ossa. «Ma alla conoscenza, rappresentata dai libri, spesso si lega la disillusione», sostengono gli organizzatori.

Artisti in mostra:

Nobuyoshi Araki (Giappone) – Peter Belyi (Russia) – Blue Noses (Russia) – Yufit Evgeny (Russia) – Liana Ghuk Asyan (Armenia/ Germania) – FX Harsono (Indonesia) – Zang Huan (Cina) – Oleg Kulik (Ucraina) – Tatsuo Miyajima (Giappone) – Elena Nemkova (Tajikistan) – Wang QinqSong (Cina) – Roland Ventura (Filippine) – Hiroshi Sugimoto (Giappone) – Entang Wiharso (Indonesia) – Li Wei (Cina).

Carol Rama: Lei, Lui, Loro

A volte l’Arte con la A maiuscola unisce. Ecco che due poli culturali EXMA di Cagliari e MACC di Calasetta (CA) realizzano un progetto congiunto, articolato nelle due sedi, che porta in scena un allestimento con più di cento cinquanta opere dell’artista anticonformista Carol Rama. La mostra “Lei, lui, loro” curata da Efisio Carbone, Ivana Mulatero, Roberta Vanali e Alexandra Wetzel, è incentrata su un tema molto caro all’artista: la celebrazione del corpo attraverso le mutazioni, i cambiamenti, le amputazioni, mostrando sempre una sessualità di genere precocemente femminista che nell’estrema durezza e rabbia delle scelte iconografiche e dello stile, supera ogni riferimento ai generi dada e surrealismo, anticipando di quarant’anni tendenze dell’arte di oggi.

A Cagliari sono esposte le opere in relazione con Lei, la donna, a Calasetta viene portato in scena il Lui, l’uomo, mentre l’anello di congiunzione il Loro, le coppie, è rappresentato in entrambe le sedi da un piccolo “gabinetto delle meraviglie” allestito dallo stilista Antonio Marras.

Il tutto è articolato in singoli gruppi tematici che presentano le opere incisorie dell’artista dagli anni quaranta sino al duemila, dando modo di capire come il personaggio di Carol Rama si componga di vari elementi: grande curiosità, rifiuto delle regole e la ricerca di un individualismo sfrenato che le permettesse di ottenere un’assoluta libertà. La volontà declinata in Passione, uno dei temi presenti in mostra, reale e magnetico fil rouge di tutto il suo excursus artistico.

Nei corpi rappresentati vi è un forte contrasto tra la cruda violenza e l’esplicita sensualità dei soggetti dipinti, con un uso della linea molto spesso infantile che rende il tutto più delicato e poetico. Estremamente provocatorie, tanto che in passato furono spesso censurate perché considerate oscene, le opere di Rama mettono in evidenza bocche, lingue, organi sessuali maschili e femminili sovradimensionati che colpiscono per la loro vitalità e danno vita a segni e forme geometriche che rappresentano stati mentali e pulsazioni e che servono all’artista per esorcizzare le proprie paure. Anche perché Carol Rama non ha mai seguito schemi prestabiliti, regole, comportandosi invece in maniera istintiva e spesso anche con una buona dose di innocenza. Una carriera vissuta pericolosamente la sua, sempre fedele a se stessa, circondata dalle persone più care, come il poeta Edoardo Sanguineti e il pittore Felice Casorati. Un’artista eccezionale che con il suo lavoro ha dato un contributo alla ricerca e alla sperimentazione artistica sul corpo in tutte le sue forme.

Alla fine della sala la mostra si conclude con una installazione site specific dello stilista Antonio Marras, grande amico di Carol Rama. I visitatori sono invitati ad entrare in uno spazio raccolto all’interno della sala, in cui è possibile rivivere l’habitat privato dell’artista. Quella piccola mansarda, dalle persiane sempre serrate e dalle pareti mai imbiancate, luogo in cui i due hanno avuto modo di frequentarsi e far sbocciare una grande amicizia. Antichi tappeti, mobili di famiglia e cimeli ci permettono di avere un contatto ancora più diretto e intimo con un’artista audace e sperimentale le cui tematiche ci stimolano riflessioni molto attuali.

Exma Cagliari

Consorzio Camù – Centri d’Arte e Musei

22 Aprile – 26 Giugno 2016

Via San Lucifero 71 Cagliari

www.exmacagliari.com

dal martedì alla domenica 9 – 13 \ 16 – 20

Fondazione MACC Calasetta

Via Savoia, 2 Calasetta

www.fondazionemacc.it

dal martedì al venerdì 18 – 21

sabato e domenica 11- 13 \ 18 – 21